I rischi delle droghe e delle sostanze collaterali che vanno nel polmone

lunedì 7 ottobre 2019
Ci sono nuove interessanti scoperte sulle Ma.Re.D. Sono tantissime le malattie respiratorie dovute all’uso di tutta una serie di droghe, incluse quelle che vengono definite leggere (sniffate, fumate o iniettate): oggi sappiamo che nei polmoni ci finiscono sostanze pericolose necessarie a “tagliare” la droga (amminopirina, caffeina, cellulosa,  dipirone, fenacetina, ketamina, levamisolo, lidocaina, procaina, pseudoefedrina, talco, tetramisolo ed altre). Nell’intervista all’esperto vi spieghiamo, grazie alla disponibilità del coordinatore del tavolo nazionale MaRED, lo pneumologo Mario Bisconti, quali sono i rischi e gli effetti per il sistema respiratorio.

di Gaetano Gorgoni

Dopo aver letto questo articolo vi convincerete che di “leggero” non c’è un bel niente, quando si parla di droga, e che quel tipo di sostanza finisce nel polmone, accompagnata da tutta una serie di sostanze utilizzate per produrla e tagliarla. In Italia esiste un Tavolo Scientifico Istituzionale sulle MaReD coordinato dallo pneumologo leccese Mario Bisconti: gli studi vanno avanti e ci sono già autorevoli pubblicazioni che spiegano come la droga, dalla marijuana alle anfetamine, depositandosi nei polmoni scateni tutta una serie di guai che vanno dall’edema alla fibrosi, dall’infarto all’emorragia. In Italia solo di recente si è acceso un faro sulle malattie respiratorie da droga: negli USA gli studi vanno avanti da anni. Quando si pensa alla droga, viene in mente il tossicodipendente dello zoo di Berlino, emarginato e ridotto a uno zombie. Ma questo è uno stereotipo anni ’80, che, anche se ancora esistente, non rappresenta la maggioranza dei soggetti tossici: oggi il tossico tipico è distinto, in giacca e cravatta: le sue patologie esplodono negli anni, ma il suo aspetto fisico può camuffare per molto tempo la tossicodipendenza. Molto spesso persone apparentemente sane e giovani vengono a mancare per un infarto: in diversi casi è stata riscontrata una tossicodipendenza ben celata. Le professionalità mediche coinvolte nelle malattie respiratorie da droga sono diverse perché le sostanze stupefacenti attaccano l’apparato respiratorio, cardiovascolare, nervoso e sono sistemiche. Catarro, fischi al petto e dolore toracico sono sintomi molto generici, che bisogna sempre approfondire, ma possono voler dire anche che le droghe stanno cominciando a intaccare i polmoni. Dai questionari distribuiti nelle scuole emerge un’enorme sottovalutazione del fenomeno da parte degli adolescenti: in molti pensano che determinate droghe non facciano male e ignorano totalmente il problema dell’apparato respiratorio. Oggi, vi raccontiamo le scoperte in questo campo attraverso un’intervista a chi si occupa di questi problemi da decenni.


INTERVISTA AL DOTTOR MARIO BISCONTI, PNEUMOLOGO, COORD. TAVOLO TECNICO MaRED (MALATTIE RESPIRATORIE DA DROGA) 


Dottore la cocaina sniffata con una carta arrotolata può arrivare direttamente nei polmoni?

«La cocaina può essere iniettata, fumata o sniffata e può arrivare direttamente nei polmoni. Per essere sniffata si utilizza la polvere o la pietra della cocaina che viene schiacciata, polverizzata e tirata col naso con un cannino, come è chiamato in gergo. Questo può essere costituito da soldi arrotolati, o stagnola arrotolata, o, appunto, carta arrotolata».


Quale è la conseguenza, se la droga arriva direttamente nei polmoni ?


«Fino ad un anno fa, che la droga sniffata o fumata potesse arrivare nei polmoni era soltanto un’ipotesi. Grazie ad un Progetto Pilota strutturato dal TAVOLO TECNICO SCIENTIFICO ISTITUZIONALE MaReD –Malattie Respiratorie da Droga - costituito dalla Prof.ssa Laura Carrozzi Delegata SIP/IRS, dal Prof. Francesco Pistelli Delegato SIP/IRS, dalla Dr.ssa Roberta Pacifici Direttore dell’OSSFAD – Osservatorio Fumo Alcool e Droga - dell’Istituto Superiore Sanità e coordinato dallo scrivente quale Delegato AIPO, è stata avviata la ricerca delle droghe nel BAL- Lavaggio Bronco Alveolare. Allo studio, hanno partecipato il mio Reparto di Pneumologia di Galatina, il Reparto di Pneumologia di Napoli e la Chirurgia Toracica del Policlinico di Bari. Il Lavaggio Bronco Alveolare, prelevato da assuntori, è stato centralizzato presso l’ISS e per la prima volta al mondo abbiamo dimostrato, in esso, la presenza delle droghe. Tali riscontri sono stati riportati in un articolo che abbiamo pubblicato sulla Rivista “Clin Chem Lab Med” 2018,6: 180-4. Quindi, mentre prima la droga si ricercava nel capello, nelle urine e nel sangue, ora la si può ritrovare anche nel BAL. Non solo, ma in un altro Progetto Pilota, anche questo strutturato dal TAVOLO TECNICO SCIENTIFICO ISTITUZIONALE MaReD, dove hanno partecipato la Chirurgia Toracica del Policlinico di Bari e di Foggia, per la prima volta al mondo abbiamo trovato le droghe anche nel tessuto polmonare di apicectomia di soggetti assuntori, operati per Pneumotorace. Tali riscontri, effettuati nei materiali inviati all’ISS, li abbiamo riportati in un altro articolo che è stato accettato ed è in corso di pubblicazione su “Respiration“.

Pertanto, mentre prima una patologia polmonare la si attribuiva alla droga quando l’esame tossicologico delle urine era positivo, ora, per formulare una diagnosi di certezza, appare necessario il suo ritrovamento nel polmone. Infatti, nella nostra ricerca abbiamo trovato casi in cui, nello stesso soggetto, la droga era presente nel BAL ed era assente nelle urine ed altri casi in cui, nello stesso soggetto, essa era presente nel BAL ed era assente nel sangue. Questi ritrovamenti stravolgono l’impostazione clinico-diagnostica attuale, e nel rendere indispensabile ai fini diagnostici il ritrovamento della droga nel polmone, generano importanti ricadute anche in ambito medico-legale.

In conclusione, arrivando direttamente nel polmone, la droga può essere responsabile delle MaReD – Malattie Respiratorie da Droga – acronimo che ho voluto coniare per questo nuovo ramo della Pneumologia già alla fine degli anni ’90 e adesso sempre più utilizzato in ambito Medico. Le MaReD sono: Edema polmonare, Asma Bronchiale, Bronchite, Bronchiolite Obliterante con Polmonite Organizzata, Candidosi polmonare, Ascesso isolato, Aspergillosi polmonare, Aspergillosi invasiva sistemica, Aspergillosi Broncopolmonare Allergica, Immunodeficit non-HIV correlato, Fibrosi e granulomatosi polmonare, Emorragia polmonare, infarto polmonare, Crack Lung Syndrome, Pneumotorace, Pneumomediastino, Pneumopericardio, Versamento pleurico, Empiema pleurico ed altre».


Quali tipi di droga possono depositarsi direttamente nei polmoni ?

«Ad oggi, nel polmone, mediante la ricerca summenzionata, noi abbiamo trovato per la prima volta al mondo nel BAL: Cocaina, Tetraidrocannabinolo (THC), Cannabinolo (Cbn), Cannabidiolo (Cbd), Benzoilecgonina, Anfetamine e Metadone. Nel tessuto polmonare di apicectomia: Tetraidrocannabinolo (THC), Cannabinolo (Cbn), Cannabidiolo (Cbd). Ma le droghe sono anche tagliate con numerose sostanze: amminopirina, caffeina, cellulosa, dipirone, fenacetina, ketamina, levamisolo, lidocaina, procaina, pseudoefedrina, talco, tetramisolo ed altre.

A tal proposito ho registrato un caso in cui, in seguito a resezione atipica della lingula, la diagnosi istologica orientava verso una Sarcoidosi polmonare. Ma, avendo il paziente confessato successivamente di fare uso di cocaina, la rivalutazione del vetrino al microscopio a luce polarizzata, permettendo di valutare la birifrangenza, consentiva di formulare la diagnosi di “Fibrosi e Granulomatosi Polmonare da Sostanze da taglio della cocaina”, che era la cellulosa. Dunque, non si trattava di sarcoidosi. Pertanto, non soltanto le droghe, ma anche la cellulosa come in questo caso, può raggiungere il polmone provocando la patologia suddetta».


Quali tipi di droga producono malattie respiratorie? Solo quelle fumate e sniffate o altro?

«Le principali droghe responsabili delle MaReD sono: marijuana, hashish, eroina, cocaina, metadone, pentazocina, propossifene e amfetamine. Si tratta, dunque, di droghe fumate, sniffate e iniettate. Gli effetti sono legati non soltanto all’azione svolta dalla sostanza, ma anche ai materiali contaminati utilizzati per somministrarla, agli additivi e agli adulteranti della droga (Figura1: preparazione di sostanza; Figura 2 : immagine sede di punture con manifestazioni di infezione e suppurazione).

Che tipo di effetto può avere uno spinello sul nostro sistema respiratorio?

«La composizione del fumo di uno spinello è molto simile a quella del tabacco e sembra che esso contenga sostanze nocive in quantità pari a quelle presenti in 14-16 sigarette di tabacco con filtro ed a 4-5 sigarette di tabacco, quanto a contenuto di catrame.

La marijuana viene dissecata con ammoniaca, pesticidi, paraquat e anche con metadone, che è un oppiaceo, per creare dipendenza nell’assuntore. Viene fertilizzata con sangue di bue. Essa contiene il THC – Tetraidrocannabinolo - che ha azione irritante generando tosse e, negli asmatici, broncospasmo, spiegando il maggior effetto irritante svolto dall’hashish che è più ricco di THC. Sembra che il fumo della marijuana abbia un effetto irritante maggiore di quello del tabacco. I consumatori di marijuana hanno sintomi respiratori assimilabili a quelli dei fumatori di tabacco di 10 anni più anziani.

Casi isolati di ipersensibilità allergica alla cannabis sativa sono stati descritti in letteratura. Si manifestano con rinocongiuntivite ascrivibile all’inalazione del polline. Poiché per essere stagionata dev’essere interrata, la marijuana viene contaminata dalle spore fungine presenti nel terreno. Esse vengono inalate anche quando lo spinello è acceso provocando Aspergillosi polmonare invasiva, sia in soggetti con immunodeficit che, raramente, immunocompetenti. È stato osservato che fra gli assuntori di marijuana vi è un maggior ricorso a visite mediche per problemi legati all’apparato respiratorio e non».

ggorgoni@libero.it

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