"Casi di tumore in diminuzione, la prevenzione funziona". Ecco i tumori più diffusi

giovedì 26 settembre 2019

In calo le neoplasie del colon retto, stomaco, fegato e polmoni, secondo i dati diffusi dal Ministero della Salute, attraverso il volume intitolato “I numeri del cancro in Italia”. Le campagne di prevenzione primaria e secondaria fanno la differenza. I numeri restano comunque alti: 371 mila casi di tumore nel nuovo anno (2000 in meno rispetto all’anno precedente). Il professor Antonio Del Vino, responsabile dell’Istituto Tumori Giovanni Paolo II di Bari, spiega che il miglioramento degli stili di vita ha fatto tanto, ma la Puglia deve fare molto di più per lo screening del tumore al colon-retto.

C’è una buona notizia che riguarda l’incidenza del cancro in Italia: si registra una diminuzione. Anche quest’anno gli “addetti ai lavori” hanno raccolto tutti i dati del tumore in Italia per avere il polso della situazione. L’unico limite alla precisione dei numeri e il variabile aggiornamento cronologico dei Registri che alimentano la Banca Dati AIRTum. “Tali proiezioni, benche metodologicamente accurate, sono gravate dai limiti connaturati a tutte le stime di previsione” - spiegano gli esperti. La nuova legge sul Registro Tumori Nazionale permette di far affluire i dati da tutto il territorio in maniera più omogenea e senza grossi ritardi. “I numeri del cancro 2019 vanno, pertanto, interpretati come la piu? accurata stima epidemiologica consentita dai dati disponibili, registrati, validati ed elaborati secondo procedure analitiche condivise a livello internazionale” - chiariscono gli esperti del Consiglio Direttivo AIRTum e AIRTum Working Group. I dati sono fondamentali per una programmazione puntuale di interventi e servizi da parte del Sistema Sanitario Nazionale.

I DATI SUL TUMORE DEL 2019 E I TUMORI PIÙ FREQUENTI

Nel 2019 i dati riportati relativi all’incidenza di tumori in Italia si attestano a 371 mila nuovi casi diagnosticati (196.000 uomini e 175.000 donne), erano 373mila nel 2018: 2000 in meno in 12 mesi. La mortalita per tumore relativa all’anno 2016 è stata di 179 mila decessi. “I cinque tumori più frequenti sono quello della mammella, (53.500 casi nel 2019), colon-retto(49000), polmone(42.500), prostata(37.000) e vescica(29.700). In calo, in particolare, le neoplasie del colon retto, dello stomaco, del fegato e della prostata e, solo negli uomini, i carcinomi del polmone, che continuano, invece, ad aumentare fra le donne (+2,2% annuo), per la preoccupante diffusione dell’abitudine al fumo di sigaretta fra le italiane. In crescita anche il tumore della mammella e, in entrambi i generi, quelli del pancreas, della tiroide e i melanomi (soprattutto al Sud)”. Il volume intitolato “I numeri del cancro in Italia 2019” è un vero è proprio censimento ufficiale dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica-AIOM, dell’Associazione Italiana Registri Tumori-AIRTUM, di Fondazione AIOM e di PASSI (Progressi delle Aziende Sanitarie per la Salute in Italia), PASSI d’Argento e della Società Italiana di Anatomia Patologica e di Citologia Diagnostica (SIAPEC-IAP) giunto alla nona edizione e presentato nelle scorse ore a Roma, nell’Auditorium del Ministero della Salute, durante un convegno nazionale. L’incidenza di tumori più alta si registra in Friuli Venezia Giulia (716 casi per 100.000 abitanti),la più bassa in Calabria (559 casi per 100.000 abitanti).

DIFFERENZA TRA NORD E SUD

Nelle Regioni del Sud/Isole, dove gli screening oncologici sono ancora poco diffusi, non si e? osservata la riduzione della mortalita? e dell’incidenza dei tumori della mammella, del colon-retto e della cervice uterina. Per molti tumori la frequenza, al netto dell’invecchiamento, e? superiore al nord rispetto al Sud/Isole in entrambi i sessi. Per alcuni tumori (esofago, melanoma) si confermano tassi d’incidenza doppi al Nord rispetto al Sud/Isole per entrambi i sessi. Anche per il rene e la pelvi renale l’incidenza e? minore al Sud/Isole in entrambi i sessi, cosi? come per il tumore della prostata che continua a far registrare tassi di incidenza piu? elevati nelle Regioni del Nord. Sono in controtendenza, invece, per entrambi i sessi, i dati relativi a una incidenza maggiore al Sud/ Isole del tumore delle vie biliari, del sarcoma di Kaposi e della tiroide, rispetto al Nord. Nelle donne si evidenzia un’incidenza maggiore al Sud/Isole per il tumore del fegato. Il dato, gia? noto nella letteratura scientifica, e? stato messo in relazione a locali condizioni genetiche e ambientali (come la prevalenza di infezione da virus dell’epatite B e/o C per il tumore del fegato) peculiari delle zone del Meridione d’Italia. “Gli screening hanno una grande importanza: siamo a buon punto con quello della mammella, ma possiamo fare di più con il coloretto - spiega il professor Del Vino, responsabile dell’Istituto Tumori di Bari - La diagnosi precoce è fondamentale. Stiamo coordinando le azioni per migliorare questo tipo di intervento. Gli stili di vita stanno migliorando: si fuma di meno. Con i nostri specialisti andiamo nelle scuole a sensibilizzare i più piccoli”.

ANCHE LA SOPRAVVIVENZA IN AUMENTO

Quasi 3 milioni e mezzo di italiani(3.460.025, il 5,3% dell’intera popolazione)vivono dopo la diagnosi di cancro, cifra in costante crescita (erano 2 milioni e 244 mila nel 2006, 2 milioni e 587mila nel 2010, circa 3 milioni nel 2015), grazie ad armi sempre più efficaci e alla maggiore adesione ai programmi di screening. Il 63% delle donne e il 54% degli uomini sono vivi a 5 anni dalla diagnosi di cancro. Almeno un paziente su quattro, pari a quasi un milione di persone, è tornato ad avere la stessa aspettativa di vita della popolazione generale e può considerarsi guarito.

LA PREVENZIONE FUNZIONA

La prevenzione è tra le principali azioni che stanno permettendo di far calare i numeri delle diagnosi di tumore. Ormai da anni si lavora sugli stili di vita: alimentazione, cibo e azioni contro l’inquinamento. Alla presentazione del volume sui nuovi dati del tumore ha partecipato il viceministro alla Salute, il dottor Pierpaolo Sileri, che ha dichiarato: "I risultati che abbiamo visto oggi sono legati a corretti stili di vita ma anche all'utilizzo di farmaci che in passato non c'erano. Su questo fronte non possiamo rimanere indietro". Cure e prevenzione avanzano nella grande guerra al male del secolo.

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