"Rompiamo il silenzio sull'assistenza psichiatrica e non lasciamo sole le famiglie"

martedì 17 settembre 2019

Il mondo dell’assistenza psichiatrica in Puglia è in fermento. Operatori familiari ed utenti da alcuni anni hanno costituito il Movimento Rompiamo il Silenzio “per una trasformazione culturale e organizzativa a favore della Salute Mentale Pugliese”.

Il Movimento sostiene che la spesa in salute mentale attualmente è orientata quasi esclusivamente sul “posto letto a retta”, con costi alti ed elevato rischio di cronicizzazione mentre bisognerebbe investire “le risorse economiche direttamente sulla persona, attraverso un Progetto Terapeutico-Riabilitativo individualizzato orientato alla sua emancipazione, ripresa, autonomia, inserimento lavorativo e sociale”. Per questo si propone il Budget di Salute e per raggiungerlo si prevedono degli step per portare l’assistenza psichiatrica verso il suddetto modello individualizzato e autonomizzante. Tra i punti della piattaforma nel breve termine si propone tra l’altro “di modificare le dotazioni di posti letto nelle diverse attuali strutture, in accordo con i rappresentanti del Privato Sociale, in modo da “alleggerire” l’attuale circuito diminuendo le strutture “pesanti” h 24 e aumentando quelle “leggere” h 12, h 6 e diurne; di rendere stabili, inserite nell’organigramma strutturale regionale, adeguatamente finanziate e diffuse sul territorio regionale le esperienze, finora sperimentali, di co-gestione tra servizio pubblico e associazioni di utenti, familiari e cittadini, insieme a quelle direttamente a gestione Pubblica.

Queste esperienze, che hanno mostrato nel concreto altre possibilità organizzativo/culturali/innovative, dovranno essere riconosciute come una “eccellenza” e ne dovrà essere segnalato l’alto valore strategico”. Il Movimento si riferisce in particolare all’esperienza di Latiano, il centro “Marco Cavallo” dove un’associazione di Cittadini (utenti, familiari, operatori e volontari), la 180amici Puglia, porta avanti un progetto in cui la persona ha un ruolo attivo e impegnato anche lavorativamente. Un’esperienza nata da un progetto regionale eche rischia di esaurirsi se non debitamente supportato. Il Movimento ha anche organizzato tre manifestazioni pubbliche con la CGIL Puglia dinanzi alla Presidenza della Regione Puglia, il 3 luglio 2018 e il 1 aprile 2019 ed il 9 settembre ultimo scorso. Quest’ultima è stata revocata per la convocazione di un tavolo presso il Dipartimento Promozione della Salute il 2 settembre scorso. Ma le promesse fornite nell’incontro ancora una volta non sono state mantenute anzi la delibera sui Centri Diurni cogestiti posta all’esame della Giunta non ha recepito nessuna delle correzioni proposte dal Movimento aggiungendo altresì norme che “irrigidiscono e complicano – sostiene il dr Carlo Minervini - il futuro del Centro Marco Cavallo”.

Il Movimento è inserito nella più vasta Conferenza nazionale sulla Salute Mentale che si è riunita nel giugno scorso a Roma. Oltre il “Marco Cavallo” ci sono in Puglia altre strutture fondate e condotte sul modello della responsabilizzazione degli utenti tra cui degne di menzione il Centro Diurno a gestione pubblica “Cunegonda” di Bari e l’“Art Village” di San Severo, entrambe attualmente in gravi difficoltà. L’assemblea del Movimento l’11 settembre ha deciso “all’unanimità di riaprire la mobilitazione pubblica ad oltranza, a cominciare dalla presenza nei prossimi giorni sotto il Palazzo della Presidenza, utilizzando tutte le iniziative possibili nel solco della legalità”.

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