Brindisi in predissesto, il piano di riequilibrio: 10 milioni in dieci anni

martedì 17 settembre 2019

BRINDISI - il sindaco Riccardo Rossi ha voluto tacere fino alla conferenza stampa di questa mattina, presso la sala Guadalupi di Palazzo di città, per poi spiegare, punto per punto, come l’amministrazione sta evitando il dissesto. Bisognerà recuperare un passivo di dieci milioni, ma la procedura di riequilibrio finanziario pluriennale permette di spalmare tutto l’importo in dieci anni. "Potremmo usciore anche prima di dieci anni. Con un disavanzo di 5 milioni avremmo riequilibrato in un triennio, ma non era questo il caso. Gli investimenti, comunque, sono salvi" - puntualizza il sindaco. Il piano di riequilibrio, però, dovrà essere approvato dalla Corte dei Conti e dal Ministero. L’articolo 243 bis, che descrive la procedura di riequilibrio finanziario pluriennale, spiega che “i comuni e le province per i quali, anche in considerazione delle pronunce delle competenti sezioni regionali della Corte dei conti sui bilanci degli enti, sussistano squilibri strutturali del bilancio in grado di provocare il dissesto finanziario, nel caso in cui le misure di cui agli articoli 193 e 194 non siano sufficienti a superare le condizioni di squilibrio rilevate, possono ricorrere, con deliberazione consiliare alla procedura di riequilibrio finanziario pluriennale prevista dal presente articolo”.

È un predissesto per salvarsi dal dissesto, come è avvenuto a Lecce: ogni sei mesi ci sarà il controllo della Corte dei Conti e del Ministero: si stringe la cinghia mantenendo autonomia e ottenendo una dilazione conderevole. La Corte dei Conti ha riscontrato delle criticità sui bilanci comunali del 2014-2015 -2016 e ha subito chiamato il nuovo sindaco Rossi per chiedere di porre rimedio. C'è da fare i conti con i debiti fuori bilancio dovuti a sentenze sfavorevoli per l’ente unite alle “competenze” che si sono trasformate in uscite hanno allargato la passività fino a 17 milioni, calcolando quello che si pensava di incassare e non si è incassato. Non è stato possibile riequilibrare i conti del Comune con tassazione e leva fiscale, perché sono già al massimo. Impossibile riequilibrare con vendite del patrimonio comunale. Il predissesto non era evitabile, secondo il sindaco. “C’è una differenza tra entrate e uscite di 10 milioni: è una storia che è andata avanti 15 anni e che è testimoniata dalla documentazione dei nostri uffici. Questa manovra è assolutamente necessaria: presenteremo nel prossimo Consiglio tutte le carte - ha spiegato il primo cittadino Riccardo Rossi - Abbiamo atteso un anno per verificare nel dettaglio lo stato delle casse comunali e ci sembra inevitabile la procedura di riequilibrio prevista dalla legge”.

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