Eolico e fotovoltaico, 15 società in campo per 500 ettari: ambientalisti sulle barricate

martedì 17 settembre 2019
BRINDISI - Il programma green del governo giallorosso ha ridato speranze alle società che lavorano con i maxi impianti eolici e fotovoltaici: sono stati fatti i primi passi per nuove installazioni nelle campagne ed è partita la discussione con istituzioni e associazioni. Nella mattinata di mercoledì 11 settembre anche il Movimento NO TAP della Provincia di Brindisi ha partecipato all’ incontro con le associazioni ambientaliste del territorio convocato dalla Provincia di Brindisi per discutere e/o condividere con l’ Amministrazione Provinciale una bozza di “indirizzi organizzativi e procedimentali per lo svolgimento delle procedure VIA di progetti per la realizzazione di impianti eolici e fotovoltaici” prossimi in arrivo nel territorio della Provincia di Brindisi.

Si tratta, almeno come riferito dall’ Amministrazione Provinciale, di diversi progetti di mega impianti fotovoltaici intorno per qualche centinaio di MW complessivi distribuiti tutti sui terreni agricoli. Intanto a noi pare molto strano che proprio alla fine agosto siano arrivate tutte insieme richieste di Valutazioni d'Impatto Ambientale da una quindicina di società del nord per nuovi mega impianti fotovoltaici che interessano circa 500 ettari! delle campagne della provincia di Brindisi. L’ Amministrazione Provinciale ha convocato la riunione con le associazioni ambientaliste a valle dell’ incontro tenutosi il giorno precedente con i sindaci dei comuni brindisini per lo stesso argomento ma non abbiamo capito se la convocazione sia dei sindaci e sia delle associazioni ambientaliste aveva solo lo scopo di informare di questi 15 progetti di mega impianti fotovoltaici in arrivo o altro.  “L’ approccio con le associazioni ambientaliste da parte dell’ Amministrazione, rappresentata dal consigliere provinciale con delega all’ ambiente, Michele Salonna, non è stato dei migliori - spiegano gli attivisti NO TAP Brindisi - Pochissima chiarezza e tanta superficialità nell’ esposizione dell’ argomento oggetto della convocazione. La riprova sta nelle dichiarazioni rese alla stampa dalla Provincia dopo l’ incontro in cui richiama solo l’ auspicio di ottenere una sorta di condivisione di massima con i sindaci e le associazioni ambientaliste di un percorso teso a mitigare gli eventuali effetti impattanti di questi impianti nelle campagne brindisine.

Come se già l’ Amministrazione Provinciale abbia dato per scontato il rilascio delle autorizzazioni alle società proponenti tali progetti. Ma l’ Amministrazione Provinciale non ha fatto i conti con le ulteriori riflessioni circa l’ opportunità di concedere eventuali autorizzazioni rispetto alle già numerose criticità ambientali presenti sul territorio brindisino. Tra queste criticità, appunto, anche quelle del fotovoltaico ed eolico già selvaggiamente installato nelle campagne salentine. Con tanto rammarico ci dispiace aver dovuto constatare la pochezza di cognizione di causa sui temi ambientali e sulle criticità ambientali del territorio brindisino, in particolare sull’ argomento specifico, da parte dl consigliere provinciale delegato all’ ambiente. Si, proprio la delega all’ ambiente che oggi, per infinite motivazioni, rappresenta un settore strategico per il risanamento delle situazioni critiche ambientali che attanagliano non solo il territorio brindisino ma, in più esteso, anche tutto il territorio salentino oggi come non mai sotto pesante attacco delle lobbies della speculazione agricola ed energetica. Non staremo qui a soffermarci sul lunghissimo elenco delle criticità ambientali della nostra provincia che si porta dietro una devastante scia di contraddizioni frutto di una miope politica ambientale, di inesistente pianificazione del territorio e di risanamento delle situazioni critiche che hanno devastato il territorio dal punto di vista dell’ ambiente e della salute dei cittadini. Nel tavolo di confronto le associazioni, tra cui il Movimento NO TAP della Provincia di Brindisi, hanno fatto numerosi interventi di merito e di puntuale descrizione dello stato in cui versa il territorio e di conseguenza hanno rappresentato all’ Amministrazione Provinciale le forti preoccupazioni per questo ennesimo grave attacco al territorio brindisino che già ha subito tanta devastazione e distruzione in nome del mero profitto dei pochi intimi a scapito della collettività. Ma forse non è servito né al consigliere Salonna e né al vice Presidente Giuseppe Pace, anch’egli presente al tavolo, ascoltare le argomentazioni delle associazioni ambientaliste. Per la leggerezza con cui sia il consigliere Salonna e sia il vice Presidente Pace hanno voluto gestire l’incontro su un tema importante come questo, con tutti gli annessi e connessi, abbiamo avuto la sensazione che a quel tavolo stessimo giocando al gioco del “così fan tutti”. Davvero, siamo rimasti delusi per non aver trovato davanti a noi un interlocutore che ci avesse dato soddisfazione, quanto meno che avesse avuto una infarinata di conoscenza della grave situazione ambientale in cui versa il territorio brindisino per avviare un vero confronto. Vorremmo però, visto l’ impegno della Provincia ad aggiornare a breve il tavolo di confronto con le associazioni ambientaliste, che l’ Amministrazione Provinciale abbia fatto tesoro dei punti sollevati dalle associazioni e che ritorni al tavolo con una posizione più attenta e con una ricognizione delle contraddizioni ambientali del territorio prima di ficcarsi a capofitto nella spirale senza uscita funzionale all’ ennesima speculazione a scapito del nostro territorio. Vorremmo che al tavolo l’ Amministrazione Provinciale arrivi con le idee chiare sulle criticità ambientali del territorio e con la maturazione della dimensione del significato di quei potenziali 500 ettari da sottrarre all’ agricoltura, alla biodiversità, al paesaggio e alla salute dei cittadini. Perché ne abbiamo già visti film in passato, a cavallo degli anni 2010, cosa hanno comportato le aggressioni dei business dell’ eolico e del fotovoltaico selvaggio nelle campagne salentine. Certamente con la complicità di misure normative nazionali e soprattutto regionali che in diretta conseguenza hanno spalancato i portoni alla speculazione, generando contestualmente enormi profitti anche alle svariate organizzazioni criminali locali e non che, approfittandone, hanno potuto riciclare fiumi di denaro riveniente da attività illecite. I danni all’ ambiente, al territorio agro-silvo-pastorale, alla biodiversità, al paesaggio, alla memoria dei luoghi, all’ economia agricola, e soprattutto alla salute sono incalcolabili. Non vorremmo che la nostra provincia ripeta gli errori del passato. Come Movimento NO TAP della provincia di Brindisi auspichiamo che all’ aggiornamento del tavolo possa essere presente il Presidente della Provincia Riccardo Rossi poiché al momento, secondo noi, è il solo interlocutore dell’ Amministrazione Provinciale che sull’ argomento “emergenze ambientali” nella provincia ha sicuramente molta più cognizione di causa affinchè si possa avere con il Presidente un serio confronto sulla sostanza e non solo sulla forma. Oggi la vera emergenza planetaria è il cambiamento climatico per cui è necessità di tutti gli Stati di adottare tutte le misure necessarie a contrastare i cambiamenti climatici uscendo da tutte le emissioni da fonti fossili. L’ ultimo rapporto IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change) commissionato dall’ Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU) dice chiaramente che non c’è più tempo da perdere per invertire la pericolosa deriva dei cambiamenti climatici dovuti all’ azione dell’ uomo. Paradossale è che a Brindisi abbiamo una centrale a carbone in funzione, tre centrali turbo gas in funzione, una centrale a biomasse (che brucia olio di palma!) in funzione, altre piccole produzioni di energia da fonti fossili sparpagliati qua e là per la provincia, tre mega gasdotti in arrivo! (TAP, Poseidon e Eagle, le possibili riconversioni a gas delle due centrali (Enel e A2A), migliaia di mega Watt di energia rinnovabile installata nelle campagne (e non sui tetti degli edifici pubblici e altro) e qualcuno pensa, con disarmante leggerezza, di aggiungere, senza colpo ferire, altri 15 mega impianti fotovoltaici a tutto quel che già c’è??? E siccome anche noi dovremmo fare la nostra parte per contrastare i cambiamenti climatici cogliamo l’ occasione per rinnovare l’ invito all’ Amministrazione Provinciale a deliberare nel prossimo consiglio provinciale utile la “dichiarazione di emergenza climatica”. Così come ha deliberato già il consiglio comunale di Torchiarolo e come altri comuni salentini e non che hanno già deliberato o, come il comune di Brindisi, sono in procinto di deliberare. La dichiarazione di emergenza climatica vale come serio impegno politico e programmatico per cui difficilmente altre porcate ambientali potrebbero trovare dimora in questo territorio. Per logica conseguenza, certamente non staremmo a parlare più di impianti fotovoltaici nelle campagne ma sui tetti degli edifici pubblici e privati, nelle zone già degradate, sui capannoni e impianti industriali dismessi, parleremmo di risparmio e di efficientamento energetico, di energia democratica e di altro e altro ancora soprattutto in funzione del contrasto ai cambiamenti climatici. Il prossimo 27 settembre in tutto il mondo ci sarà il terzo Sciopero Globale contro i cambiamenti climatici convocato dai Fridays For Future di ogni nazione. Anche Brindisi, città simbolo che ha contribuito in maniera negativa ai cambiamenti climatici, sarà parte delle iniziative che si celebreranno in tutto il mondo”.
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