Pulpite, prevenire e curare l'infiammazione della polpa del dente

lunedì 16 settembre 2019

Abbiamo già scritto che la carie trascurata può persino intaccare alcuni organi (causando raramente anche la vasculite cutanea): quanto non la si cura va, in profondità e può diventare pulpite. La polpa dentale è la parte viva del dente, che contiene arteria vena, un piccolo vaso linfatico e un nervo: se viene colpita dai batteri, i dolori sono fortissimi. Oggi l’esperto ci suggerisce come prevenire e curare questo tipo di problema.

“Una carie profonda presenta molti batteri capaci di arrivare allo strato più profondo - spiega il dottor Daniele Beretta, direttore della Clinica del sorriso - Quando il batterio raggiunge la parte viva, si scatena l’infiammazione che prenderà la forma di un ascesso”. La pulpite è l’infiammazione della polpa del dente, cioè la parte interna e più profonda: è la patologia che può causare mal di denti violentissimi. “Un’infiammazione che non avanza velocemente dà dei disturbi e dei fastidi senza manifestazioni importanti (spariscono con un analgesico). Il dolore è a fasi alterne quando la pulpite si cronicizza: in questo caso il dente, un po’ alla volta, perde la sua vitalità, senza disturbi gravi”. Quando la pulpite, invece, si manifesta in forma acuta il dolore e violentissimo: in questo caso l’intervento del dentista è urgente. L’infiammazione del tessuto pulpare provoca la necrosi del dente, che (se non curata bene) porta al granuloma apicale. Si tratta di un processo infiammatorio da bloccare. La polpa dentale è ricca di terminazioni nervose, arteriole, venule e cellule adibite alla produzione di dentina. La carie, dopo aver intaccato smalto e dentina, passa alla polpa dentaria. I batteri presenti nel cavo orale, rinvigoriti dagli zuccheri, producono sostanze acide a partire dalla fermentazione dei carboidrati: questi prodotti acidi perforano lo smalto raggiungendo la dentina fino a intaccare la polpa del dente. Ci sono anche altri problemi che scatenano la pulpite: ad esempio, traumi dentari con frattura, parodontite, scarsa igiene orale e bruxismo. Nella maggior parte dei casi il sintomo principale è il mal di denti e la sensibilità (il dolore può estendersi al volto e all’orecchio). Per la diagnosi può essere utile una radiografia.

IL TRATTAMENTO DELLA PULPITE


Se la pulpite non è ancora irreversibile, è necessaria una terapia d’urto con analgesici e interventi per rimuovere la causa (eliminazione della carie). Quando si riscontra il problema della pulpite più grave, l’otturazione (intervento sufficiente a sconfiggere la carie) non basta più: il dentista dovrà procedere all’asportazione della polpa infetta, otturando i canali radicolari del dente con la devitalizzazione. L’apertura della camera pulpare viene eseguita sulla superficie occlusale del dente. Si cerca il punto di penetrazione più sicuro per evitare perforazioni. Una volta individuati gli orifizi dei canali si accede con una strumentazione manuale che valuta la profondità del canale per permettere di rimuovere la polpa agevolmente. Con uno strumento ortodontico in nichel titanio si preparano i canali alla chiusura del dente (che vengono anche disinfettati: l’irrigazione ha un ruolo importantissimo). Nei canali vengono inseriti dei perni in fibra per aumentare la resistenza dell’otturazione e viene anche apposta una capsula in ceramica per evitare fratture del dente.

LE DUE FORME DI PULPITE

A seconda dell’infiammazione e della profondità della lesione pulpare la patologia si distingue in due forme: quella reversibile è quella irreversibile. La pulpite è reversibile se siamo di fronte a un’infiammazione moderata della polpa dentaria: in questo caso si può guarire. Al contrario, nel caso della pulpite irreversibile il processo degenerativo porta alla necrosi della polpa dentale. La pulpite non curata porta all’ascesso, alla parodontite, ma anche al glaucoma o cisti. In questo caso i dolori sono piuttosto seri e l’intervento chirurgico inevitabile (devitalizzazione o eventuale asporto del dente). LA PREVENZIONE Il dentista leccese Francesco Fiorentino ci ha più volte ricordato che tutta una serie di patologie all’inizio possono essere asintomatiche: persino la pulpite, che nello stadio avanzato procura dolori violentissimi. Ecco perché il controllo dal dentista ogni sei mesi diventa fondamentale per combattere qualsiasi problema. “Oltre alle visite periodiche dallo specialista è necessaria una corretta igiene orale - spiega il dottor Fiorentino - Filo interdentale, scovolino, idropulsore e colluttorio sono ausili indispensabili per mantenere una bocca perfettamente pulita e sana. Ogni sei mesi è necessaria la pulizia dei denti dal dentista. Inoltre un quantitativo di zuccheri molto ridotti può evitare che si scatenino delle carie. I batteri presenti normalmente nel cavo orale, infatti, si nutrono di zuccheri il cui metabolismo porta alla produzione di acidi e tossine che danneggiano tessuti duri e sani dell’apparato stomatognatico. Dunque, cattive abitudini alimentari e scarsa igiene orale sono tutti fattori che contribuiscono allo sviluppo di un processo carioso”.

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