Xylella, condanna della Corte di Giustizia per l'Italia: abbattimenti e interventi in ritardo

giovedì 5 settembre 2019

La Corte di Giustizia UE ha condannato oggi l’Italia per non aver attuato misure atte a impedire la diffusione della Xylella. Una condanna soprattutto morale per aver fatto prevalere l'inerzia all'azione, mettendo il complottismo allo stesso livello della scienza. L'Italia dovrà pagare le spese processuali. Dopo la condanna è già esplosa la polemica politica. Sono sempre più dure le critiche della Lega contro il governatore Emiliano, anche perché si respira aria da campagna elettorale.

 «La responsabilità principale è, com’è noto, della Regione Puglia e di Emiliano. Ma ciò che più preoccupa è che la sua incapacità sta pregiudicando anche il futuro dell’agricoltura e del paesaggio pugliese» è la denuncia dell’europarlamentare pugliese, Andrea Caroppo (Lega), a margine della Sentenza di condanna dell’Italia resa oggi dalla Corte di Giustizia nella causa C-443/18 Commissione/Italia (batterio Xylella fastidiosa). «Su ricorso della Commissione, la Corte ha accertato che in questi ultimi tre anni in Puglia non si è provveduto all’abbattimento immediato delle piante infette situate nella fascia esterna alla zona cuscinetto né al monitoraggio del territorio.

Nulla di quanto i pugliesi non sappiano già: del resto sono solo di pochi giorni fa le dimissioni del commissario dell’ente regionale preposto, l’Arif, che ha sbattuto la porta denunciando con forza l’immobilismo della Regione e l’invadenza del Presidente Emiliano
. Ciò che, però, desta oggi ancor più preoccupazione è che la Regione ed Emiliano, dopo aver permesso la desertificazione del territorio salentino e lo stravolgimento della sua economia plurisecolare, non stanno giocando alcun ruolo nemmeno nella programmazione di un percorso (agronomico-colturale e culturale, fitoiatrico ed ecosostenibile) che ridia un volto al Salento e rimetta in moto la sua economia: senza un ruolo attivo ed efficace della Regione Puglia – conclude Caroppo – qualunque iniziativa, a qualunque livello, resta vana»

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