Violenta rapina all'ufficio postale, l'ombra della Scu: quattro arresti a Tuturano

venerdì 2 novembre 2018
Le indagini della Squadra Mobile della Questura di Brindisi coordinate dalla DDA di Lecce hanno individuato un pericoloso gruppo criminale.

Ci sarebbe un gruppo criminale di Tuturano legate alla Scu dietro alla violenta rapina commessa lo scorso 1 ottobre ai danni dell'ufficio postale di Merine. Lo hanno stabilito le indagini della Squadra Mobile d Brindisi coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Lecce che hanno portato all'arresto di quattro persone, tutte di Tuturano: Vincenzo Bleve di 49 anni ritenuto al vertice del gruppo, Vito Bleve di 54 , Dario Fai di 51 e Pierpaolo Fai di 45.

Tra i reati contestati al gruppo anche una rapina perpetrata la mattina del 1 ottobre a Merine quando due persone irruppero nell’ufficio postale imbracciando pericolose armi, anche da guerra, per minacciare i numerosi clienti ed il personale.

Dietro minaccia di un fucile a canne mozzate, uno dei malviventi, percuotendolo alle spalle con la canna, ha costretto il direttore a prendere le chiavi della cassaforte che, oltre che dalle chiavi, è comandata da un dispositivo che ne ritarda l’apertura. In ragione del tempo che stava trascorrendo e della presenza dei numerosi clienti dell’Ufficio Postale, tra i quali alcune donne che si accasciavano colpite da malore, i due malfattori hanno deciso di arraffare il contenuto della cassa, circa 1.200 euro e, dopo aver raggiunto un complice che li attendeva all’esterno, si sono allontanati con una berlina di media cilindrata.

Per le indagini sono stati analizzati tabulati telefonici, le localizzazioni di cella, i tracciati GPS e sono state visionate le immagini di impianti di video-sorveglianza della zona dove si era verificato l’evento.

In particolare gli investigatori hanno verificato che la banda aveva effettuato un “sopralluogo” all'ufficio postale con l’utilizzo di una autovettura presa a nolo.

In relazione alla rapina a tutti e quattro gli arrestati sono contestate le aggravanti di aver commesso il fatto, oltre che con violenza e minaccia, anche con armi, sia comuni che da guerra del tipo AK 47 kalashnicov, dall’aver commesso il fatto in più persone riunite e travisate e, per tre di loro (Bleve Vincenzo, Fai Dario e Fai Pierpaolo), di far parte dell’associazione di tipo mafioso comunemente nota come Sacra Corona Unita nonché di aver commesso il fatto nei confronti di persone che si trovavano nell’atto di fruire di servizi di uffici postali. Per il quarto partecipe all’azione criminosa, Vito Bleve, nel provvedimento restrittivo emesso si da atto della sua “messa a disposizione” dell’associazione delinquenziale.

Le indagini hanno consentito anche di attribuire a tre appartenenti al gruppo criminale un’azione estorsiva accompagnata da atti intimidatori nei confronti di un imprenditore agricolo brindisino.

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