Abbandono dei rifiuti, scoperte 43 discariche abusive

lunedì 3 settembre 2018
Attività di contrasto contro le violazioni ambientali: proprietari costretti alla bonifica.

Continua in maniera sistematica l’attività di controllo dei Carabinieri del Comando Provinciale di Brindisi riguardante la tutela del bene collettivo della sanità pubblica, mediante l’immediata individuazione e contestuale richiesta di bonifica di tutti quei luoghi interessati dal fenomeno dell’abbandono dei rifiuti. Infatti, nello scorso mese di agosto, con controlli pressoché quotidiani su tutto il territorio del brindisino, sono stati documentati ben 43 siti interessati dall’abbandono dei rifiuti per i quali come previsto dalla normativa di settore, Decreto Legislativo 152/2006, sono state interessate le Autorità Amministrative per le prescritte opere di ripristino e bonifica. Gli interventi, oltre a rendere alla collettività il primario ed essenziale servizio della salubrità pubblica, contribuiscono in maniera efficace a restituire al territorio in cui viviamo, e quindi alla popolazione, quella bellezza paesaggistica che, purtroppo, troppo spesso, viene calpestata. Questi comportamenti, connotati da scarsissimo senso civico, dequalificano il territorio, riverberandosi pure in maniera indiretta sullo stato di salute anche economico della provincia, danneggiandone inevitabilmente la qualità della vita, l’immagine e nondimeno l’”appetibilità” per tutti quei turisti, anche stranieri, che puntano a voler trascorrere qualche giorno nel territorio provinciale e nazionale. È anche questo dunque, in linea con le finalità indicate negli artt. 2 e 4 del Decreto Legislativo 152/2006, che recepisce e attua a sua volta varie stringenti direttive europee. Questo è lo spirito con cui i Carabinieri nella provincia proseguiranno nell’attività di monitoraggio, e contrasto, nello specifico settore. Al riguardo, peraltro, pesanti sono le ripercussioni sanzionatorie per tutti coloro i quali saranno individuati quali trasgressori della specifica normativa a salvaguardia dell’ambiente. In particolare, la specifica condotta è punita con la sanzione amministrativa pecuniaria fino a 3mila euro, cifra che viene raddoppiata per raggiungere i 6mila euro qualora lo sversamento riguardi rifiuti pericolosi (materiali infiammabili, corrosivi, di provenienza industriale, amianto, ecc.).

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