Rapinatori incastrati dal Dna: in manette due giovanissimi

lunedì 16 luglio 2018
I due giovani di Oria sono responsabili di varie rapine a mano armata ai danni di locali attività commerciali: i due sono stati “incastrati” dagli esiti degli esami sulle tracce di DNA rinvenute sugli indumenti durante i colpi.

All’alba di questa mattina i carabinieri di Oria hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal GIP del Tribunale di Brindisi che ha accolto la richiesta avanzata dal Pubblico Ministero presso la Procura della Repubblica fondata sulle risultanze investigative dell’Arma nei confronti di due rapinatori, ritenuti responsabili in concorso tra loro di due rapine, la prima  in un’attività commerciale di prodotti per la casa e la seconda in una tabaccheria, entrambe commesse a Oria, ad agosto e novembre 2017.  Altre due rapine invece sono state commesse, una in solitaria ad agosto 2016 sempre ad opera di uno dei due soggetti destinatari dell’odierna misura cautelare, ad una tabaccheria e la seconda a novembre 2017 a un’edicola sempre in Oria in concorso con un altro complice rimasto ignoto.

Sono stati colpiti dal provvedimento cautelare Michele Sicara, 21enne di Oria, al quale sono attribuite due rapine in concorso con Vincenzo Tramontano, 19enne residente a Latiano ma domiciliato a Oria, meglio conosciuto come “Vincenzo il napoletano” per via delle sue origini, il quale invece ha partecipato a tutte e quattro le rapine, perpetrate nel comune di Oria.

La prima rapina in concorso tra i due, dell’agosto 2017 ha avuto quale obiettivo il negozio “Bolle di Sapone”, entrambi i rapinatori travisati in viso ed armati con un coltello a serramanico, entrati nel negozio verso le ore 22.00, si impossessavano del registratore di cassa  contenente 700 euro. La pattuglia dei Carabinieri in perlustrazione nell’area, appresa ed immediatamente battuta la via di fuga dei malviventi rinveniva, sparso sul terreno, l’abbigliamento utilizzato dagli stessi,  nonché  il cassetto del registratore di cassa con  48 euro di monete metalliche. La seconda rapina del novembre 2017 avviene nella tabaccheria  di via Pagano verso le ore 12.00, quando facevano irruzione due soggetti travisati di cui uno armato di pistola che minacciavano e strattonavano la proprietaria, intimandole  di consegnare il denaro  custodito nella cassa e nella macchinetta mangiasoldi per un totale di 440 euro che asportavano. Nella circostanza,  minacciavano con la pistola un cliente, costringendolo ad inginocchiarsi. Anche in questo caso i militari, seguendo il percorso di fuga dei rapinatori, rinvenivano all’interno di una casa in via di ultimazione non molto distante, appoggiato per terra, un sacchetto con scarpe ed alcuni indumenti tra cui due maniche per felpa tagliate e modificate a mo’ di passamontagna.
L’esame delle immagini del sistema di videosorveglianza che riprendevano i rapinatori  confermavano che il vestiario rinvenuto apparteneva effettivamente ai due rapinatori. Le indagini concentratesi attorno alla figura di Tramontano permettevano di scoprire un rapporto di conoscenza e frequentazione diretta con il Sicara che veniva perquisito nella propria abitazione. Questi, successivamente si presentava nella caserma dei Carabinieri di Oria rendendo spontanee dichiarazioni confessorie rifiutandosi comunque di indicare il nome del complice e sottoponendosi volontariamente al prelievo di campione biologico. La terza rapina il Tramontano la commette in solitaria nella tabaccheria di piazza Manfredi, sempre travisato ed armato di pistola, il bottino è cospicuo: oltre 3700 euro. L’evento è ripreso interamente dalle telecamere. La quarta rapina sempre il Tramontano la commette unitamente ad altro soggetto allo stato rimasto ignoto con volto travisato da passamontagna e armato di un coltello, all’interno dell’edicola “Caprino”, asportando sotto la minaccia dell’arma la somma di 600 euro.

In sostanza, all’identificazione dei due indagati si è addivenuti sia a seguito dell’analisi del “modus operandi” dei responsabili, che dagli esiti degli accertamenti tecnico scientifici di tipo genetico sugli indumenti repertati in occasione delle rapine ed indossati dai due correi, che hanno consentito di raggiungere un elevato livello di gravità indiziaria a loro carico. 

A  Vincenzo Tramontano il provvedimento cautelare è stato notificato nel carcere di Lecce dove si trova ristretto, in quanto colpito nel maggio scorso da ordinanza di custodia cautelare in carcere poiché ritenuto responsabile in concorso con altro soggetto, anch’egli arrestato, di sei rapine in attività commerciali, tra cui tabaccherie e farmacie, fra dicembre 2017 e lo scorso aprile. Nove rapine sono state commesse in provincia di Brindisi: Torre Santa Susanna (3 eventi), Cellino San Marco, Villa Castelli, Erchie, Francavilla Fontana, San Michele Salentino, Carovigno e tre in provincia di Taranto: San Giorgio Jonico, Uggiano Montefusco e Grottaglie.

Michele Sicara dopo l’espletamento delle formalità di rito è stato tradotto nella sua abitazione e sottoposto agli arresti domiciliari.

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