Truffa Sportello Antiracket, sequestrati beni per 1,3 milioni di euro

giovedì 12 aprile 2018
 La Corte dei Conti ha quantificato il danno erariale dando mandato ai finanziari di porre sotto sigilli beni e proprietà di dieci indagati. 

Beni immobili in diversi comuni salentini e italiani insieme a conti correnti per un valore che supera 1 milione e 300mila euro sono stati posti sotto sigilli su disposizione della Corte dei Conti in seguito all'inchiesta sulla truffa legata allo Sportello Antiracket che nel maggio scorso portò all'arresto di quattro persone, tra cui la presidente Maria Antonietta Gualtieri e due funzionari del Comune di Lecce.

La Sezione Giurisdizionale della Corte dei Conti per la Puglia, su richiesta della Procura Regionale della Corte dei Conti ha disposto il sequestro conservativo dei beni riconducibili al rappresentante legale dell'associazione antiracket ed a pubblici dipendenti dei Comuni di Lecce e Brindisi che rispondono, a vario titolo, di truffa aggravata ai danni di amministrazioni pubbliche, falso ideologico, peculato e corruzione.

L’azione cautelare è stata esercitata dal Vice Procuratore Generale Carlo Picuno, cui il Procuratore Regionale Carmela de Gennaro ha assegnato l’istruttoria a seguito delle indagini condotte dai finanzieri del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Lecce che misero in luce una serie di condotte illecite: l'associazione, per accedere ai contributi ministeriali stipulava contratti di collaborazione fittizi con dipendenti e professionisti compiacenti emettendo false buste paga e ricevendo fatturazioni per prestazioni professionali inesistenti, rendicontava inoltre attività assistenziali mai erogate a favore di vittime del racket.

L'inchiesta coinvolge anche il Comune di Lecce relativamente ai rimborsi delle ristrutturazioni dell'immobile sede dell'associazione in viale De Pietro i cui lavori, peraltro in parte non eseguiti, secondo i finanzieri, erano stati rendicontati e pagati due volte. Anomale situazioni, seppure per importi minori sono state riscontrate anche in merito ai lavori eseguiti presso la sede di Brindisi dell’associazione: funzionari del capoluogo adriatico, insieme all’amministratore della ditta incaricata dell'esecuzione delle opere, avrebbero certificato l’ultimazione e la regolare esecuzione di lavori in realtà non ancora completati.

Alla Gualtieri e a due dipendenti dell’Ufficio Patrimonio del Comune di Lecce sono inoltre contestate condotte corruttive in sede di approvazione delle richieste presentate dall’associazione per la percezione dei finanziamenti pubblici, l’assegnazione della nuova sede di Lecce e per l’esecuzione delle relative opere di ristrutturazione. Il vice Procuratore Generale Carlo Picuno ha individuato evidenti responsabilità erariali complessivamente quantificate 1.302.363,89 euro ascrivibili a titolo di dolo a carico di 10 soggetti, dipendenti pubblici o titolari di rapporto di servizio con la Pubblica Amministrazione, e ha chiesto il sequestro conservativo di beni mobili immobili e disponibilità finanziarie agli stessi riconducibili per pari valore. I finanzieri hanno posto sotto sequestro beni e disponibilità finanziarie a Lecce, Brindisi, Veglie, Carmiano, Parabita e altre proprietà nelle province di Roma, Siena, Milano, Napoli.

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