Tre tartarughe spiaggiate e ferite, salvate a Torre Guaceto

sabato 14 gennaio 2017

L’abbassamento delle temperature e le mareggiate portano con loro una strage di animali marini come le tartarughe.

Negli ultimi giorni, si sono registrati numerosi casi di spiaggiamento di Caretta caretta. Tante, purtroppo, sono arrivate sulla costa già prive di vita, o sono state avvistate quando era ormai troppo tardi. Altre, invece, hanno avuto la fortuna di essere notate in tempo.

L’esempio lampante di quanto siano importanti le segnalazioni, di quanto sia prezioso l’apporto di chi, passeggiando sulla riva del mare dopo il cattivo tempo, vede gli animali in difficoltà e ne segnala la presenza alle Istituzioni, per la provincia di Brindisi, alla Capitaneria di Porto, Asl e Consorzio di Gestione di Torre Guaceto, è dato dalla storia di queste tre tartarughe.

È grazie all’aiuto offerto da chi ci ha lanciato l’allarme che il personale del Consorzio ha potuto recuperare le tre Caretta caretta ferite. Una, la più grande e dell’età di circa 20 anni, aveva una ferita sulla testa. La seconda, più piccola e dell’età di circa 5 anni (della quale, data la giovane età, non è ancora possibile stabilire il sesso) aveva un amo conficcato in gola. La terza, dell’età di circa 5 anni, aveva la pinna anteriore sinistra ferita, un filo di nylon le si era attorcigliato attorno all’arto e avrebbe potuto causarne l’amputazione.

I tre animali sono stati immediatamente soccorsi e ricoverati presso il centro “Luigi Cantoro”. Qui hanno ricevuto le cure di primo intervento. Poi sono state trasportate presso l’Università di Medicina Veterinaria di Bari, ente convenzionato, dove hanno ricevuto tutte le cure del caso, prima di ritornare a Torre Guaceto.

Come spiegato dai veterinari che se ne sono presi cura, fortunatamente, malgrado le ferite, le tre tartarughe godono di un buono stato di salute. Nell’arco di poco tempo, continuando ad essere seguite da medici specialisti, torneranno a stare meglio di prima.

Questi tre animali saranno accuditi presso il Centro per molti mesi, fin quando, a primavera, la temperatura del mare non sarà abbastanza alta da permetterne la liberazione.

 

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