Chiusura pediatria San Raffaele: lettera di una mamma

mercoledì 28 settembre 2016
Di seguito la lettera di Marina Tassoni, mamma di un bimbo di tre anni, da 11 mesi ricoverato nel reparto pediatrico del San Raffaele di Roma che a novembre rischia di chiudere. 

“Questa è la cruda realtà e nessuno ci ascolta. Voi non immaginate quanto per noi è per i nostri figli,sia di vitale importanza non far chiudere questo eccellente centro!!! Siamo è sempre saremo grati,al Grande Prof. Giorgio Albertini e a tutto il staff. Lettera di una mamma (disperata come tutte noi)
Caro Papa Francesco, sono un bambino che compirà 3 anni il prossimo 23 novembre, ti scrivo perché da quando ho 4 mesi ho scoperto di essere un bambino speciale: non parlo non cammino e ancora non riesco a stare seduto. La mia malattia non è ancora stata scoperta e mamma a volte la vedo molto sconfortata e triste perché non riesce a capire cosa ho. Mia mamma non si arrende e cerca continuamente dottori che possano aiutarmi, e dopo aver girato tanti ospedali, sono capitato qui al San Raffaele di via della Pisana di Roma, dove dovevo incontrare il professor Albertini. Io questo dottore non l’ho potuto incontrare perché sta molto male, però so che dirige il reparto di pediatria e tutti quelli che lavorano con lui lo stimano perché mette passione nel suo lavoro e ha aiutato molti bambini speciali come me. Sto facendo tutta questa premessa, perché qui, io sono ricoverato da 11 giorni e sto facendo tante visite e riabilitazione. Questo posto è fatto in modo tale che chiunque viene ricoverato non pensi di stare in ospedale ma in una piccola comunità dove il personale è gentile e cerca di fare di tutto per aiutarti a stare bene. Il reparto purtroppo a novembre rischia di chiudere e questo mi dispiace, perché qui vengono tanti bambini speciali da tutta Italia. Lo so che tu hai tanti problemi da risolvere, ma tu sei il papa! A te posso chiedere se puoi fare qualche cosa per non far chiudere questo reparto, di pregare per il professore Albertini che guarisca presto e per tutti bambini che come me sono speciali. Ti ringrazio per il tempo che mi hai dedicato, comunque io mi chiamo Francesco e spero che un giorno riuscirò a conoscerti, così ti racconto perché mi chiamo così”.

Marina Tassoni
 
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