Giornate Europee del Patrimonio, la biblioteca De Leo allestirà la mostra ‘Labor omnia vincit’

giovedì 22 settembre 2016
La cultura è in festa il 24 e il 25 settembre 2016, con le Giornate Europee del Patrimonio.

Intorno al tema dell’"eredità culturale" si raccolgono migliaia di eventi per valorizzare le radici comuni della cultura occidentale ed europea, nel senso di appartenenza a una comunità di prospettive. Il 24 settembre, alle ore 18:00, il Museo Diocesano “Giovanni Tarantini” di Brindisi, in collaborazione con la Biblioteca Pubblica Arcivescovile “A. De Leo”, allestiranno una mostra dal titolo “Labor omnia vincit. Le famiglie spagnole a Brindisi dal XVI al XIX secolo. I Titi”.

La mostra presenterà documenti inediti che vanno dal XVI al XIX secolo e che attestano la radicata e consapevole presenza degli spagnoli in una città di frontiera quale era e quale è Brindisi. Il contenitore della mostra sarà il Museo Diocesano all’interno della Chiesa di Santa Teresa dei Carmelitani Scalzi, dove è integro un altare seicentesco voluto dal castellano spagnolo, Alonso Ferreyra.

Il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo aderisce alla manifestazione promossa nel 1991 dal Consiglio d’Europa e dalla Commissione Europea. Concerti, reading letterari, proiezioni ed eventi in location d'eccezione si alterneranno in un agenda fittissima nei luoghi della cultura statali, compresi archivi e biblioteche, con costi di ingresso e adattamenti negli orari variabili da istituto a istituto. A conferma del valore dell'iniziativa moltissimi anche i musei civici, le sedi comunali, gallerie, fondazioni e associazioni private aderiranno aprendo i propri spazi. Più di un migliaio di eventi organizzati in tutte le regioni coinvolte e divulgati attraverso la pagina ufficiale del MiBACT.

La Biblioteca Pubblica Arcivescovile "A. De Leo" ha scelto come tema la presenza degli Spagnoli a Brindisi nei secoli XVI-XIX. Per l’occasione la famiglia Titi, una delle prime famiglie spagnole brindisine, concederà in mostra il Libro di bordo del 1858 del loro primo Brick Schooner “L’Angioletto”, di “bandiera napoletana, perfettamente in ordine, ben attrezzato e tutto corredato di ferri, vele, sarte ed ormeggio”, dal quale risultano gli scambi commerciali e la vitalità del porto di Brindisi fino al XIX secolo: una “città antica più di Roma”, che doveva risollevarsi sulle ceneri di un porto “gemma di inestimabile valore”. Gli altri documenti che saranno messi in mostra sono: gli atti per la causa tra il capitolo e la gente di guerra del castello di Brindisi beneficiali del legato (1667), la donazione di Luigi Ferrejra maestro di campo (1711), il testamento di Lorenzo Carigli de Melo, già castellano del forte dell’Isola di Brindisi (1592), i libri di battesimo del Cinquecento attestanti i bambini nati da soldati spagnoli.

La finalità prima della manifestazione è dimostrare come la città di Brindisi sia sempre stata nella storia che più le appartiene più profondamente culla di una cultura fatta di convivenza e rispetto: "Esiste nel mondo, camminando parallelamente alla forza di morte e di coercizione, un'enorme forza di persuasione che si chiama cultura" (Albert Camus).
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