Ance Brindisi: “Le imprese debbono svolgere le loro attività in sicurezza”

mercoledì 21 settembre 2016
A seguito di una denuncia della Fenal Uil di Brindisi, in merito ad una elusione contrattuale da parte di imprese che lavorano nel territorio, anche Ance Brindisi le fa eco.
 
“Senza entrare nel merito di alcun caso specifico – ha fatto sapere Ance Brindisi – non possiamo, però, in qualità di Associazione Datoriale, non confermare che nel settore che rappresentiamo insistono da tempo preoccupanti problematiche. Dagli eccessivi ribassi, sui quali più volte ci siamo espressi contrastandoli a gran voce, all’applicazione di contratti di altri settori, fino ad arrivare al fenomeno del lavoro nero. Tutti elementi che consentono ad imprese non in regola di operare sul mercato, esercitando una concorrenza sleale nei confronti di chi, con tutte le difficoltà del momento, continua a voler lavorare nel rispetto delle regole e delle persone. E’ innegabile, infatti, che tutti i fenomeni di elusione contrattuale evidenziano anche una riduzione in termini di sicurezza delle maestranze, così come giustamente evidenziato nel comunicato del sindacato. In questo senso, come Sistema dell’Edilizia, attraverso gli Enti Bilaterali ed in particolare attraverso l’Ente Unico Scuola Edile-Cpt, quindi in perfetto accordo con i rappresentanti dei lavoratori, effettuiamo una capillare azione di monitoraggio per prestare gratuitamente il nostro servizio, affinché le imprese possano svolgere le loro attività con competenza e in sicurezza. Bisogna ribadire con convinzione e senza mai abbassare la guardia che lavorare correttamente e secondo principi di legalità rappresenta, oltre che un obbligo, un vantaggio per tutti. Il Sindacato, nell’articolo citato in premessa, parla di importi salariali inferiori e privi delle integrazioni poste in essere dalle Casse Edili. Non vi è dubbio – ha concluso la nota - che, in periodi difficili come questo ci si ritrova quasi costretti ad accettare qualsiasi condizione e non ci riferiamo solo ai lavoratori, ma anche alle aziende. Noi imprenditori in primis, però, dobbiamo avere il coraggio di dire basta, ripristinare il rispetto delle regole e contrastare un sistema, ormai divenuto insostenibile, che non rappresenta più un fattore di crescita”.
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