Code al Cup e corsie preferenziali: il sistema centralizzato è ancora in fase di rodaggio

sabato 17 settembre 2016
Il Cup, centro unico prenotazioni, dell'Asl di Brindisi è stato recentemente rinnovato grazie all'introduzione di un nuovo sistema informatico centralizzato che dovrebbe razionalizzare le richieste di visite, esami e prestazioni provenienti dall'utenza che si reca agli sportelli.

Com'è facile immaginare, pur riscontrando già alcuni miglioramenti nella gestione delle prestazioni, qualsiasi sitema ha bisogno di un po' di tempo per entrare a regime ed esprimere, qualora le cose siano state fatte a regola d'arte, tutte le sue positive potenzialità. 

All'ospedale Antonio Perrino, al cui primo piano si trovano le postazioni Cup, i benefici del passaggio alla nuova organizzazione non avrebbe ancora prodotto i vantaggi attesi e sperati: in molti tra gli utenti si lamentano delle lunghe code cui ci si deve sottoporre per prenotare questo esame o quella visita. Secondo diverse testimonianze, confrontando i numeri che appaiono sul tabellone con quelli dei biglietti di chi è in attesa, in alcuni casi ci sarebbero quasi 150 persone in coda, con comprensibili disagi sia per gli utenti che per gli stessi operatori, oberati da una mole di lavoro superiore a quella che il buon senso detterebbe. 

A fare da contraltare a questa situazione c'è la questione delle prenotazioni di radiodiagnostica per malati oncologici o con patologie gravi: per richiedere un esame come un'ecografia, una Tac o una risonanza magnetica, questa categoria di malati gode di una corsia preferenziale presso una postazione che si trova nel reparto di oncologia. Ora, non tutti gli ammalati sono a conoscenza dell'esistenza di questo sportello e, anche qualora lo fossero, in tanti non potrebbero recarsi in ospedale perché, magari, troppo lontani dal luogo di residenza per raggiungere la struttura. Questo produce due effetti: il malato grave, quello che avrebbe diritto ad accedere alla corsia preferenziale, non usufruisce del privilegio che gli spetta, rimettendo la sua prenotazione nel calderone che accoglie tutte le altre richieste e sottoponendosi a liste d'attesa più lunghe del dovuto; la postazione dedicata, invece, lavora a regimi molto bassi mentre i colleghi che si trovano qualche piano più in giù nell'ospedale sono alle prese con lunghe code e con le lamentele degli utenti. In più, nell'occasione di ferie o malattia dell'addetto allo sportello dedicato, il discorso della corsia preferenziale viene meno poiché nessun altro degli impiegati del Cup è titolato a effettuare quel tipo di prestazioni. 

Una vicenda simile a quella sollevata qualche tempo fa dal segretario della Cgil Funzione Pubblica, Antonio Macchia, e risolta grazie alla collaborazione tra il sindacato e la direzione generale dell'azienda: in quel caso, c'erano due sole postazioni in tutta la provincia per le prenotazioni riservate ai malati oncologici; ora, dopo l'intervento della direzione aziendale, tutti gli operatori possono raccogliere le richieste e incanalarle nella corsia preferenziale, quando ci sono i presupposti. Se si facesse lo stesso in questo caso, i pazienti gravi potrebbero prenotare in ogni sportello Cup della provincia degli esami radiodiagnostici usufruendo della corsia preferenziale e, in ospedale, si libererebbe un operatore che potrebbe scendere e dare una mano a quelli impiegati al primo piano, tagliando le code, in attesa che i benefici derivanti dal nuovo sistema informatico entrino a regime e diano i frutti sperati. 
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