Cultura, ma quanto mi costi! Il Comune chiede 200 euro per affittare sala

domenica 11 settembre 2016
E’ quanto accade oggi a Brindisi, denunciato dall’associazione InPhoto.

Se un’associazione culturale no profit vuole richiedere il patrocinio morale da parte del Comune che comprenda anche la richiesta di utilizzo di una sala, per la presentazione di eventi, libri, mostre, e seminari che diffondono la cultura, in questo caso fotografica e senza alcun scopo di lucro, si è costretti a fare un versamento il cui importo è molto più di un semplice contributo simbolico.

Il presidente dell’associazione culturale fotografica InPhoto di Brindisi, Teodoro Iaia, chiede, infatti, un incontro con il sindaco o con chi possa rappresentarla e magari con le altre associazioni cittadine per rivedere i ticket introdotti con l’ultimo provvedimento da parte del Commissario Straordinario con Delibera n. 19 del 27/05/2016 e che ammontano di media a duecento euro per l’utilizzo di una sala di quelle disponibili all’Amministrazione Comunale.
 
“Negli ultimi quattro anni – dice Teodoro Iaia – abbiamo ospitato e promosso numerosi eventi destinati e fruiti gratuitamente dalla cittadinanza, invitando autori e docenti internazionali di fotografia e giunti da ogni parte d’Italia e sempre e solo grazie al contributo dei nostri soci e d’imprenditori privati che credendo nella diffusione della cultura ed hanno concesso in uso le loro sale conferenze per i nostri eventi, non in ultimo come per il Festival della Fotografia Foto Arte in Puglia 2016 per la settimana di Brindisi, evento importante d’interesse nazionale ma che sembra interessare poco le istituzioni. Il beneficio di un evento formativo si estende anche al turismo. Infatti, chiunque sia venuto non conoscendo Brindisi è rimasto sempre colpito dalla nostra ospitalità, dalla bellezza e ricchezza storica. Tantissimi gli autori e docenti che in questi anni hanno prodotto delle documentazioni fotografiche di Brindisi e che hanno diffuso facendoci conoscere oltre regione. Abbiamo sempre affrontato con enormi complessità la richiesta delle sale da parte del Comune, sia per i tempi lunghi ma anche per la burocrazia e molto spesso anche per lo stato in cui una volta concesse le abbiamo trovate e sistemate ma che almeno, unica nota positiva, ha visto la disponibilità degli impiegati comunali che loro malgrado con noi hanno trovato, quando possibile, una soluzione tampone. Lasciamo immaginare – ha continuato – il disagio che ci ha arrecato in passato dover cambiare un giorno prima la sala a favore di una più piccola e non adeguata per degli eventi importanti e comunque tutti già autorizzati. Oggi a quelle difficoltà si aggiunge la richiesta di un ticket troppo esoso, e per un’associazione come la nostra che vive grazie al tesseramento dei propri sostenitori ci sembra troppo esagerato. A questo punto, non servirà a nulla richiedere il logo gratuito del Comune sulle nostre locandine per dare una visibilità non dovuta. Due sarebbero le soluzioni – ha concluso Iaia – che con il direttivo stiamo valutando: o ridurremo a malincuore la nostra attività, oppure la sposteremo nei Comuni vicini, molto più disponibili e pronti a ospitare le nostre mostre e i nostri eventi”.
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