L'oncologo Cinieri risponde: "Ma questa benedetta o maledetta dieta mediterranea cos'é veramente?"

mercoledì 7 settembre 2016

I miei studenti oggi sono irrequieti, forse é colpa mia non riesco ad essere empatico  con loro, mentre le slide della lezione scorrono sullo schermo mi ritrovo a pensare che sono troppi gli anni in cui presento gli stessi dati, nella stessa sequenza e con le stesse immagini, e sono troppe le volte in cui mi sono ripromesso di cambiare lo schema delle lezioni  e poi non l'ho fatto per pigrizia o per mal di vivere.

Eppure il tema della lezione é quello centrale del corso di  Oncologia Medica per Fisioterapisti, obesità, cancro, sovrappeso, diete alimentari, attività fisica e dovrebbe interessare i ventenni che ho di fronte, motivati studenti del corso di laurea triennale. Mentre snocciolo gli stessi dati di sempre mi fermo, guardo negli occhi un ragazzo particolarmente brillante in seconda fila e gli chiedo, così a bruciapelo: "Di cosa vorresti che parlassi oggi?".

La classe fa silenzio, ho conquistato la loro attenzione, sullo schermo tremola l'immagine della piramide alimentare, quella vista e rivista della dieta mediterranea, é un po' sfocata ma chiara nella sua semplicità, il ragazzo scuote i suoi riccioli scuri, si guarda intorno, posa gli occhi sui compagni che ha vicino, dà una  occhiata agli appunti che faceva finta di prendere, uno sguardo al display del telefonino su cui é arrivato un messaggio Whats-App, probabilmente inviatogli da un altro studente.

"Professore" scandisce, dopo essersi fatto coraggio con un respiro profondo "ma questa benedetta o maledetta dieta mediterranea cosa é veramente? Come é venuta fuori? Chi l'ha studiata e che basi scientifiche ha?"

Ha ragione come spesso i giovani hanno: la dieta mediterranea é diventata solo una  citazione e quasi nessuno approfondisce il come ed il perché si é imposta all'attenzione dei media, della scienza e anche della politica.

Ma nei giorni  che anche lo IARC (International Agency for Research in Cancer ) ha pubblicato sul New England Journal of Medicine del 25 agosto 2016 i risultati di un workshop che rivela le interconnessioni su Obesità e Cancro non possiamo più fare a meno di raccontare questa storia.

Ho posato il pointer sulla scrivania, ho chiuso il proiettore mi sono seduto comodo in mezzo ai ragazzi ed ho iniziato a raccontare questa favola bella. La dieta mediterranea é un modello alimentare che si ispira alle abitudini nutrizionali diffuse in alcuni paesi che si affacciano sul Mediterraneo (Italia, Grecia e Spagna inizialmente e successivamente Marocco, Portogallo, Cipro e Croazia). Nei  lontani anni '70  un fisiologo  americano dell'Università del Minnesota, Ancel Keys, pubblica il leggendario Seven Countries Study. La base della ricerca effettuata per molti anni era la seguente: i popoli che risiedono sulle sponde del Mediterraneo hanno differenze etniche, culturali, religiose, economiche e politiche, ma sono accomunati da un tipo di alimentazione comune.

L' alimento di congiunzione fra tutte queste diverse popolazioni era ed é l'olio di oliva. Pensate, l' olio di oliva come principale fonte alimentare di grassi ha caratterizzato nei secoli un modello alimentare che oggi é ancora ritenuto il più salutare. Le caratteristiche principali della dieta mediterranea prevedono inoltre l' uso di abbondanti alimenti di origine vegetale (frutta, verdura, ortaggi, pane e cereali integrali, legumi, patate e frutta secca) come eventuale dessert frutta fresca o dolci contenenti zuccheri in modica quantità ma dolcificati con il miele, latticini freschi, formaggi e yogurt in modesta quantità, pesce e pollame allevato quest'ultimo liberamente e 2-4 uova alla settimana , carni rosse una volta alla settimana e vino rosso bevuto in moderata quantità durante i pasti. 

Per avvalorare scientificamente questo modello nutrizionale Keys ed il suo gruppo di ricercatori la moglie biologa (Margaret Haney)  ed un amico e collega cardiologo ( Paul D. Withe cardiologo personale del presidente degli USA Eisenhower) ha iniziato un avventuroso viaggio, negli anni del dopoguerra, fra le popolazioni contadine del Mare Nostrum. L' avventura di questi intrepidi ricercatori merita di essere raccontata per intero ma il tempo della lezione ai miei studenti é terminato. Con dispiacere interrompo la lezione e li guardo mentre vanno via, nei loro occhi adesso brilla interesse e desiderio di sentire il resto della storia, che continueremo a raccontare nella prossima lezione.

Saverio Cinieri, oncologo

Fonte: Percontodismith

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