Mollica: "In città si continua a giocare, fermandosi alle chiacchiere invece di affrontare i problemi"

venerdì 2 settembre 2016
A pochi mesi dall'insediamento sullo scranno più alto di Palazzo di Città della sindaca Angela Carluccio, Fabio Mollica, giornalista e storico analista della cronaca cittadina, interviene passando in rassegna le criticità riscontrate nella primissima parte dell'amministrazione Carluccio.

Di seguito, il contributo alla discussione offerto da Mollica che pubblichiamo in maniera integrale.

«Prima le polemiche sulla spartizione delle poltrone, poi quelle sul bando periferie e sui fuochi d’artificio della festa patronale, infine, nelle ultime ore, il botta e risposta sul mancato invito della sindaca alla presentazione dell’Enel Basket Brindisi.
L’impressione è che a Brindisi si continui a giocare, soffermandosi alle chiacchiere e agli argomenti da bar sport, piuttosto che sui problemi seri. Sono trascorsi ormai due mesi e mezzo dalla vittoria di Angela Carluccio ma in città il tempo sembra essersi fermato e la sensazione è che qualcuno pensa di essere ancora in campagna elettorale.
In questa situazione di stallo, con i grandi problemi ancora irrisolti (a volte nemmeno affrontati) e i giovani che continuano a vedere all’orizzonte solo il trasferimento all’estero (nemmeno più al Nord, ma all’estero), c’è chi continua ancora a pensare alle diatribe su facebook, alle battute da strada, alle punzecchiature per un invito non pervenuto la cui importanza, nel contesto in cui viviamo, davvero mi sfugge.
Penso anch’io che la partita a scacchi sugli assessorati sia vergognosa (abbiamo una maggioranza entrata in crisi ancor prima dell’insediamento del consiglio comunale, un record tutto nostro!) e rappresenti un insulto ai cittadini.
Ritengo anch’io che sul bando delle periferie la giunta abbia toppato e avrebbe avuto tutto il tempo per proporre qualcosa di più serio per la città, tanto più che qualche progetto c’era, al contrario di quanto dichiarato. E tanto più che proprio oggi la sindaca ha dichiarato di non avere soldi per il recupero e la rigenerazione urbana dell’area ex Pol: quale migliore occasione…
Detto questo, e sorvolando sui fuochi pirotecnici e altre questioni di bassa lega, da cittadino qualunque mi permetto di rivolgere un invito al sindaco, alla sua maggioranza e alle forze politiche d’opposizione: è l’ora di sotterrare l’ascia di guerra e pensare seriamente al futuro di Brindisi.
La Carluccio dica qual è la sua Visione per Brindisi, se ne ha una, perché al momento si fa fatica a scorgerla. L’opposizione faccia battaglia sugli argomenti seri, come in parte ha già fatto, e proponga idee e progetti validi, evitando di soffermarsi alle critiche e al muro contro muro. 
Serve, a mio avviso, elevare il livello del dibattito, mettendo da parte gli insulti e l’acrimonia, evitando le divisioni sterili che nella recente storia cittadina sempre hanno vinto, facendo perderci tutti e tutto. 
La politica, e la vita, non sono un social network né un talent-show: non bastano le battute e gli slogan per cambiare il futuro, tanto meno una città. Qui come a Roma o a Milano.
Dovremmo allora finalmente tentare di volare alto, anche se a Brindisi già il solo volare sarebbe un miracolo. E dovremmo uscire, tutti, allo scoperto. Mi riferisco in particolare a quella che un tempo si usava chiamare società civile e che ora sembra una fascia di cittadini-fantasma, chiusa nei suoi studi o nelle proprie aziende. 
Conosco decine di validi avvocati, imprenditori, professionisti, lavoratori, che potrebbero dare molto alla città ma hanno deciso di “fottersene” (non trovo parole più appropriate, me ne scuso), perché da tempo non si sentono rappresentati da quanti hanno amministrato e amministrano questa città.
Ma non è fregandosene che Brindisi potrà cambiare. Ed è solo tornando all’impegno civile e a quel buon senso auspicato nei giorni scorsi da Vito Brugnola, che forse qualcosa potrà cambiare. 
I risultati del delegare agli altri li abbiamo sotto i nostri occhi. E possono bastare».
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