Cup, la Cgil: "Dotare tutti gli operatori dei codici di accesso per le liste di oncologia, mai più prenotazioni a lungo termine"

sabato 27 agosto 2016
Forse non tutti lo sanno ma per accedere alle liste d'attesa dedicate ai pazienti oncologici o affetti da altre patologie gravi ci sono solo due operatori.

Quello delle liste d'attesa per i pazienti affetti da patologie oncologiche è un problema di organizzazione del sistema delle prenotazioni. Ne è convinto Antonio Macchia, segretario provinciale della Cgil Funzione Pubblica che, nel suo “viaggio a tappe” tra i servizi territoriali dell'Asl di Brindisi, dopo aver passato in rassegna i Sert, giudicati non all'altezza del compito da assolvere poiché non adeguatamente attrezzati, e la riabilitazione psichiatrica, ritenuta ancora molto indietro rispetto a quelli che dovrebbero essere gli standard offerti, prende spunto dalla vicenda del malato oncologico cui è stata prenotata un'ecografia nel giugno del 2017 per affrontare il tema sempre delicato dei Cup, i centri unici di prenotazione. 

L'Asl, rispetto al fatto, ha spiegato che l'intero servizio di prenotazione è in fase di aggiornamento e che il tempo di attesa così lungo potrebbe essere dovuto a una migrazione software in corso, a un cambio, cioè, del sistema informatico che gestisce le prenotazioni dell'utenza. 

Macchia, però, non è dello stesso avviso: secondo il sindacalista, i malati oncologici dovrebbero poter usufruire di una corsia preferenziale che esiste ma che è talmente “stretta” da non riuscire a garantire la sua raggiungibilità a un'ampia fetta dei pazienti affetti da questo tipo di patologie. «Tutto nasce dal fatto che le liste di prenotazione riservate ai pazienti oncologici e ai malati con patologie gravi, che venivano gestite fino a poco tempo solo da due sportelli autorizzati, quello radiologico e quello oncologico, aventi accesso a delle agende criptate visibili, con soli due operatori addetti, continuano a essere gestite, anche se da altra postazione, sempre e solo dagli stessi due dipendenti, gli unici che possono avere accesso a questa tipologia di prenotazioni». 

Avendo solo due persone addette alla gestione della corsia preferenziale, sono due le cose che potrebbero capitare: se tutti i pazienti si rivolgessero contemporaneamente agli unici due dipendenti deputati allo scopo, le operazioni di prenotazione sarebbero probabilmente rallentate dalla mole di lavoro che questi si troverebbero a gestire; qualora una parte della popolazione dei malati oncologici, invece, non fosse al corrente dell'esistenza di questa corsia privilegiata, quelli all'oscuro si rivolgerebbero agli sportelli “normali”, mettendosi in coda insieme a tutti gli altri e subendo le liste d'attesa che tutti conoscono. 

«Per quale motivo, allora, l'Asl non organizza il sistema Cup in maniera tale che ogni postazione possa accedere alle prenotazioni anche per questi malati, dando risposte congrue a tutti i pazienti e rendendo la gestione più trasparente, così come avviene in tutta la Puglia? Del resto, il Cup dovrebbe essere un sistema accentrato di gestione delle prestazioni che si articola in vari punti sul territorio, ospedali, distretti e poliambulatori. Perché i malati gravi o in chemioterapia, anche se godono dell’esenzione ticket, devono comunque sottoporsi alle interminabili code allo sportello per timbrare l’impegnativa, nonostante il nuovo programma informatico permetterebbe la registrazione degli assistiti direttamente negli ambulatori interessati, così come avviene in tutta la regione?».
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