PD: "Dietro la sindaca, c'è il sindaco: è il notaio Errico il vero deus ex machina"

giovedì 25 agosto 2016
Altro duro attacco al sindaco Carluccio da parte del Partito Democratico cittadino.

In una nota, infatti, i democratici si chiedono, alla luce del conferimento al notaio Michele Errico dell’incarico (a loro dire del tutto illegale, ndr) di consigliere politico del sindaco, chi sia effettivamente il primo cittadino di Brindisi.
Il Pd riporta alcuni stralci dell’ordinanza con cui la Carluccio affida al notaio tale ruolo, ponendo diversi interrogativi, sia sulla liceità del provvedimento sia sulla scarsa – sempre a loro dire – ‘consistenza politica’ del sindaco effettivo.
Di seguito il testo integrale del comunicato:

“Apprendiamo che da qualche giorno Brindisi ha un nuovo sindaco. Anzi, ha “il” sindaco: il notaio Michele Errico.
Leggiamo, infatti, nell’ordinanza sindacale datata 18 agosto u.s., che il notaio Michele Errico non è un semplice ‘consigliere politico’ della Carluccio, ma il vero alter ego che sarà libero di agire molto liberamente, all’interno ed all’esterno di Palazzo di Città, con il pretesto di garantire “il rispetto del sistema delle garanzie per la legalità e la trasparenza e delle relative attività di controllo, anche in osservanza del Decreto legislativo n. 33 del 14/03/2013 (Decreto Trasparenza). Sindaco Carluccio, ma lei non sa che esiste già un responsabile della trasparenza al Comune di Brindisi che coincide con la persona del dottor Angelo Roma? E non sa nemmeno che l’Anticorruzione è, invece, rappresentato dal segretario generale Paola Giacovazzo? 
Nell’ordinanza, si legge ancora che il Notaio Errico, nella sua veste di consigliere politico, “avrà titolo, mediante decreti ed atti di nomina, per rivolgersi ai servizi ed agli Uffici dell’Ente non come ‘quisque de populo’, ma come persona delegata, legittimata e qualificata a ricevere dagli stessi, allo scopo di consentire, oltre che la stesura di pareri e proposte da fornire al sindaco, lo svolgimento delle necessarie attività di coordinamento, copia degli atti amministrativi da assumere o assunti, informazioni e dati di qualsiasi natura riferiti alle loro attività”. Un fatto, questo, che è assolutamente fuorilegge, in quanto il diritto ha sancito che persino i consiglieri comunali delegati siano ‘border line’, poiché configgono con tutti i principi anche di livello costituzionale e del TUEL stesso. Non solo. La legge citata nell’ordinanza (la n. 267/2000) ammette che il sindaco possa delegare “un consigliere comunale” e non altri tipi di figure, mentre l’art.54 c 10 del TUEL afferma che la delega da parte del sindaco deve avvenire “previa comunicazione al Prefetto e ove non siano costituiti gli organi di decentramento comunale”. Potremmo citare altre normative in materia, ma forse sarebbe il caso che lei, sindaco Carluccio e tutti i suoi ‘Amici’, iniziaste finalmente a studiare le carte. 
Ma c’è un altro aspetto, se possibile ancor più grave. Nell’ordinanza, infatti, si legge ancora che “l’incarico che si intende conferire (in realtà è già stato conferito) è a titolo assolutamente gratuito e comporta la possibilità per il sindaco di incaricare il Consigliere nominato quale rappresentante dell’Ente presso tavoli istituzionali, con facoltà di mettere a disposizione dello stesso mezzi, strumenti e strutture dell’Ente e che decorre dalla data di sottoscrizione del presente provvedimento e fino al termine del mandato elettorale del sindaco”. E che il notaio si sia già messo all’opera è evidente da una locandina di una testata locale che qualche giorno fa citava testualmente: “Città invasa dai rifiuti. Blitz a S. Elia del Notaio Errico”. Sindaco, la sua delega all’Ecologia ed Ambiente è diventata, di riflesso, anche del suo consigliere politico? 
Cosa significa in sintesi? Significa che il sindaco Carluccio potrà stare comodamente seduta alla sua scrivania, o magari proseguire le sue ferie, mentre il notaio Errico farà in tutto e per tutto le veci del primo cittadino. Occupando anche un apposito ufficio all’interno del Palazzo. Sempre in nome delle tanto decantate trasparenza e legalità… 
Sindaco Carluccio, se non aveva né le capacità nè la voglia di fare il “Sindaco”, perché mai ha accettato di candidarsi? La sua coalizione poteva direttamente candidare il notaio Errico che, sin dalle prime battute, era chiaro ed evidente che bramasse per tornare a sedere sullo scranno più alto di Piazza Matteotti. In alternativa, se proprio aveva bisogno di aiuti esterni, sarebbe stato sufficiente la mattina, prima di raggiungere il suo ufficio, che passasse da quello del notaio per raccogliere suggerimenti e consigli. 
Ad ogni modo, le comunichiamo, caro sindaco, che questa nostra sarà inviata contestualmente alla Corte dei Conti per gli opportuni approfondimenti”.
 
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