Giovani e innovazione fanno crescere il Sud: 10mila imprese in più

giovedì 4 agosto 2016
Lo rivela Confindustria che sostiene l'importanza di sostenere il settore delle start up giovanili.

Per la prima volta dal 2008 nel secondo trimestre 2016 è cresciuto il numero delle imprese al Sud: oltre 10mila in più, +0,6 per cento dimostrando una grande vitalità imprenditoriale spinta da giovani (con 220mila imprese giovanili) e start up innovative (+39,2 per cento in un anno). Il numero delle imprese sale di 10mila a 1,7 milioni anche grazie alla robusta riduzione dei fallimenti in quasi tutte le regioni: un tessuto vitale anche se si conferma caratterizzato da «imprese di piccola e piccolissima dimensione. Lo rivela Confindustria in un report realizzato con il centro studi Srm. 

Le esportazioni fanno registrare un record, anche se non mancano delle "ombre". Rispetto al primo trimestre del 2015, l’export meridionale cresce del 2,5 per cento a fronte di una sostanziale stazionarietà del dato nazionale. In particolare, l’andamento dell’export dei distretti meridionali si conferma positivo, con un aumento medio dell’8,3 per cento superiore a quello medio dei distretti del Centro- Nord (compresi tra il 3 e il 5 per cento). Ma all’interno della macro-area si rafforza la differenziazione dei risultati. Calano, infatti, le esportazioni in Campania, Puglia, Calabria, Sicilia e Sardegna, mentre crescono in Abruzzo, Molise e Basilicata. Aumenta in maniera significativa l’export dell’automotive (+32,9 per cento) e dell’elettronica (+22,2 per cento), ma continua il calo dei prodotti della raffinazione (-27,4 per cento), dei prodotti chimici e farmaceutici e per la prima volta subisce una piccola battuta d’arresto l’agroalimentare (-2,4 per cento), settore cresciuto ininterrottamente anche negli anni della crisi.
Migliora il tasso di occupazione, salito di 0,6 punti percentuali rispetto al I trimestre 2015, con oltre 50mila occupati in più, ma la crescita degli occupati a tempo indeterminato, che ha contribuito non poco a consolidare la fiducia nel corso del 2015, sembra frenare nei primi mesi del 2016, anche a causa della riduzione dell’effetto degli sgravi contributivi. Le assunzioni agevolate nei primi cinque mesi si sono ridotte, infatti, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, di circa il 57 per cento.

Resta molto elevata la disoccupazione (superiore al 20 per cento), soprattutto quella giovanile (53,9 per cento) e femminile (22,2 per cento). Il dato sulla cassa integrazione, però, si mantiene sui livelli pre -crisi, già raggiunti nel 2015, a conferma della stabilizzazione dell’economia meridionale.

Si stabilizzano le dinamiche creditizie. Nel 2015, infatti, gli impieghi crescono al Sud in misura maggiore (+2,5 per cento) rispetto alle altre ripartizioni (dove anzi calano, ad eccezione del Centro): si rafforza la domanda di credito e scendono i tassi attivi sulle operazioni a breve, anche se rimane un differenziale di circa 1 punto e mezzo rispetto alla media italiana, che riflette la polarizzazione (più ampia al Sud rispetto al resto del Paese) tra le imprese che vedono migliorare il proprio rating rispetto a un anno fa e quelle che lo peggiorano. Crescono, tuttavia, anche le sofferenze, che hanno ormai superato la soglia dei 42 miliardi di euro (pari al 15,1 per cento del totale dei crediti concessi) su un totale di 144 sul piano nazionale.

Fonte Bari Sette

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