Allarme rifiuti, Brindisi Bene Comune: “E’ ora di internalizzare il servizio di raccolta”

giovedì 21 luglio 2016
E’ ancora una volta l’allarme rifiuti a tenere banco. Di seguito, riportiamo la nota di Brindisi Bene Comune, a firma di Riccardo Rossi.

“La sempre più conclamata emergenza rifiuti nel nostro territorio – si legge nella nota – sia per il servizio di raccolta, che per la gestione degli impianti di smaltimento dei rifiuti, dimostra come l’affidamento ai privati in questo delicato settore produca danni enormi alla comunità. Molte sono state le aziende che in questi anni hanno svolto in città il servizio di raccolta dei rifiuti. Con tutte vi è stato un rapporto conflittuale, dovuto ad una qualità del servizio spesso scadente, rapporti difficili con il personale che  è dovuto anche  ricorrere a scioperi per rivendicare il pagamento degli stipendi. Viviamo oggi il momento più acuto di questa crisi che si protrae da anni. La città è sporca, la raccolta differenziata è a livelli molto lontani da quel 65% che la legge imporrebbe, le operazioni di pulizia dei cassonetti, la disinfestazione per blatte, topi ed insetti non è efficace tanto da chiedersi se viene in realtà effettuata. E, paradossalmente, abbiamo i lavoratori, in questi mesi pagati direttamente dal Comune, stante le difficoltà economiche dell’azienda che svolge il servizio. Una situazione drammatica che esaspera i cittadini che pagano per questo disservizio la Tari più elevata d’Italia. Brindisi Bene Comune e Sinistra per Brindisi chiedono una svolta in questo settore, iniziando a programmare la internalizzazione del servizio raccolta rifiuti, orientando la gestione verso la strategia ‘Rifiuti Zero’, così come realizzato già in altri comuni come Formia, con risultati notevoli in termini di risparmi e di efficienza del servizio. Proponiamo, oggi, con questa nota e presto con una mozione in Consiglio Comunale, di ripubblicizzare il servizio di raccolta dei rifiuti, costituendo una società pubblica ad hoc: la ‘Brindisi Rifiuti Zero’, cui affidare in house la gestione dei servizi di igiene urbana. Un affidamento diretto alla società pubblica partecipata dal comune, rispettoso della volontà popolare emersa nel referendum del 2011 e della normativa e giurisprudenza comunitaria per la gestione in house. L’ordinamento giuridico italiano è stato riallineato ai principi comunitari per i quali il modello in house providing è legittimo al verificarsi delle seguenti condizioni: partecipazione totalitaria del soggetto pubblico affidante al capitale della società in house affidataria; destinazione prevalente delle attività alle esigenze pubbliche; controllo analogo a quello pubblico sulla società stessa. La gestione pubblica è, per noi, preferibile perché darebbe maggiore trasparenza ad un servizio in cui le ecomafie son sempre più presenti, produrrebbe risparmi e consentirebbe una maggiore pianificazione e controllo del servizio. Il controllo pubblico – chiude la nota – renderebbe il servizio molto più flessibile ed adeguato alle esigenze della comunità e renderebbe direttamente responsabili gli amministratori comunali nel raggiungimento degli obiettivi”.    
Altri articoli di "Ambiente"
Ambiente
14/12/2018
Sequestro e indagini della Capitaneria per accertare che la ...
Ambiente
21/11/2018
Gli ingegneri nominati dal gip hanno concluso che il gasdotto e la rete gas Snam alla ...
Ambiente
16/11/2018
L'operazione disposta dalla Procura di Lecce nell'ambito ...
Ambiente
02/11/2018
Attività di contrasto al fenomeno dell’abbandono incontrollato dei rifiuti: ...
Lunedì 5 novembre prima assoluta: Vessicchio dirige "I solisti del sesto armonico". La stagione ...