Xylella, interrogazione De Castro-Fitto:"Restituire a coltivatori libertà d'impianto". Coldiretti ringrazia

mercoledì 6 luglio 2016
Abrogare l'art 5 della Decisione di Esecuzione n. 789 del 2015 assunta dall'Unione Europea che vieta ai coltivatori salentini, vale a dire delle provincie di Lecce e parte di Taranto e Brindisi, di impiantare piante potenzialmente a rischio Xylella nelle zone gia' infette.

E' quanto chiesto dagli europarlamentari Paolo De Castro e Raffaele Fitto alla Commissione Europea raccogliendo il grido di allarme della Coldiretti, ma anche delle altre associazioni di categoria messe in ginocchio da una situazione di crisi agricolo-economica che perdura da anni. "Il divieto di impianto di specie suscettibili ad un organismo da quarantena - sostengono De Castro e Fitto - si giustifica solo in presenza di focolai di cui e' possibile l'eradicazione, al contrario nelle aree interessate dal divieto il patogeno e' diffuso endemicamente su ampie superfici e su molti ospiti, quindi l'impianto di specie vegetali a rischio Xylella risulterebbe ininfluente". Per questo motivo i due europarlamentari, anche "tenendo conto dei primi positivi risultati della ricerca su alcune varieta' di olivo che sono resistenti al batterio", ma soprattutto per "creare le condizioni per un rilancio dell'attivita' imprenditoriale degli olivicoltori" chiedono alla Commissione di abrogare l'art.5 della Decisione per ridare ai coltivatori la liberta' di impianto. 
“Ringraziamo gli europarlamentari pugliesi Paolo De Castro e Raffaele Fitto che si sono fatti interpreti delle istanze del territorio salentino, chiedendo alla Commissione Europea di abrogare il divieto di impiantare coltivazioni a rischio Xylella fastidiosa in provincia di Lecce e in parte delle province di Taranto e Brindisi. Sono 3 anni che gli imprenditori olivicoli non hanno reddito e le prospettive per il futuro sono altrettanto buie”.
E' il commento del presidente di Coldiretti Puglia, Gianni Cantele, alla richiesta dei due europarlamentari di abrogare l'articolo 5 della decisione Ue del 2015 che vieta ai coltivatori salentini di impiantare piante potenzialmente a rischio Xylella nelle zone già infette. “L'Unione Europea ha il dovere - aggiunge il direttore di Coldiretti Puglia, Angelo Corsetti - di affrontare una malattia europea con regole certe e creando prospettive di futuro reali agli operatori economici e alla società civile. Non dimentichiamo che non sono state ancora attivate efficaci misure di rafforzamento dei controlli alle frontiere in Europa e un doveroso periodo di quarantena delle piante provenienti da Paesi extra Ue, al fine di bloccare il commercio di materiale vegetale infetto”. 
 

 
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