Santa Teresa, braccio di ferro tra Bruno ed Emiliano. Intanto i lavoratori occupano la Provincia

martedì 5 luglio 2016
Non si placano, anzi aumentano, le proteste da parte degli operatori della Santa Teresa, appoggianti attivamente dal sindacato Cobas. Anche stamane c’è stata l’ennesima manifestazione pacifica in Provincia, a tutela dei loro diritti.

E’ una tarantella che va avanti oramai da troppo tempo, quella della situazione relativa alla ditta Santa Teresa Spa, sempre più precaria e lasciata allo sbando dalla Provincia e dalla Regione. Stremati, gli operatori della partecipata continuano la loro protesta presso palazzo De Leo, per far sì che i loro diritti e, soprattutto, il loro futuro non vengano calpestati.

La protesta, in buona sostanza, riguarda i fondi che la Regione dovrebbe stanziare (si parla di 5,8 milioni di euro, ndr) alla ditta, per evitarne la scomparsa definitiva. “Protestiamo – ha fatto sapere un dipendente della Santa Teresa, esasperato dalla situazione – perché se entro il giorno 15 non arrivano questi benedetti soldi, noi non verremo pagati. I sindacati ci hanno detto che è una questione tra Regione e Provincia: la Regione vuole stanziare i 5,8 milioni alla Santa Teresa e la Provincia, invece, dice che vuole metterli in bilancio. Se poi- sostiene la Provincia – ci sarà qualcosa in esubero, saranno destinati alla Santa Teresa. Questa cosa non è vera – ha proseguito il lavoratore della ditta – perché se entrano nel bilancio, veranno risucchiati e non rimane neppure un centesimo. Quindi, noi andiamo a lavorare senza un euro. Restiamo in attesa della risposta del presidente Emiliano. Addirittura, ieri, la Provincia ha dato mandato alla Santa Teresa per quanto riguarda la mobilità. Noi da qua non ci muoviamo – ha concluso – faremo dei turni anche di notte”.

Combatte al fianco dei lavoratori il sindacato Cobas che, per bocca del proprio segretario provinciale, Roberto Aprile, presente anch’egli questa mattina, ha fatto sapere di “essere in attesa di una somma (i famosi 5,8 milioni) – ha spiegato Aprile – che era ferma su di un capitolo di spesa che non poteva essere utilizzato, la costruzione di un impianto di compostaggio, e che il patto di stabilità prevede che possono essere spostate su altre spese della Provincia. Quindi, ci siamo trovati di fronte ad una situazione di cambio di destinazione d’uso. La Regione dice che le sarebbe bastata solo una lettera in cui la Provincia si assume la responsabilità di dire che quei soldi saranno utilizzati per la Santa Teresa. La Provincia afferma, dal suo punto di vista, che così non può essere, perché i soldi devono passare direttamente dal bilancio e, quindi, entrare in un calderone generale. Ma se entrano in un calderone generale, noi siamo in un deficit incredibile e, quindi, la situazione della Santa Teresa non si risolleva e nemmeno quella della stessa Provincia: andremo in fallimento di carattere generale. L’unica strada percorribile è quella che quei soldi fossero realmente destinati ai lavoratori della ditta ed i dipendenti della Provincia si sarebbero salvati per conto proprio, attraverso le leggi dello stato italiano. Questa mattina occupiamo simbolicamente il salone di rappresentanza. Chiediamo al presidente Bruno di intervenire su Emiliano. Perché sono loro i due pomi della discordia del problema, quindi bisogna che si chiariscano. Se entro il giorno 15 quei soldi non arrivano, quella delibera di un mese di affidamento è vana”.

Dunque, Maurizio Bruno e Michele Emiliano devono, per causa di forza maggiore, trovare, inevitabilmente, un accordo quanto prima: “Anche durante la telefonata tra di loro – ha dichiarato Roberto Aprile – pare abbiano avuto l’ennesimo scontro su come realizzare la liberatoria per questi 5,8mln”.

Così, è stato lo stesso segretario provincia del Cobas a telefonare direttamente al governatore Emiliano: “Le accusa sono parimenti – ha fatto sapere – ci avrebbero dovuto dire che le cose non potevano andare in quel modo e noi avremmo provveduto diversamente. In sostanza, si devono mettere d’accordo tra di loro – ha concluso Aprile – e liberare questi soldi e risolvere il problema almeno entro fine anno e per avere il tempo di pensare ad una nuova Santa Teresa, a dei progetti che possano durare nel tempo, al di là se la Provincia continuerà ad esistere o meno”.

Tommaso Lamarina
 
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