Ragazzina litiga con il fidanzato e si getta sotto un pullman, autista STP sventa suicidio

giovedì 23 giugno 2016
Gioca brutti scherzi la mente umana. 

Una ragazzina, a seguito di una brutta litigata con il proprio fidanzatino, aveva deciso di farla finita, gettandosi sotto un pullman. Elogio al conducente del mezzo, che ha prontamente evitato la tragedia, arrestando il veicolo a pochi centimetri dalla ragazza.
La sfiorata tragedia si è consumata ieri pomeriggio, in via Aldo Moro, incrocio con via Lombardia, attorno alle 15:45, quando una ragazzina di 13anni, brindisina, ha creduto che la vita senza il proprio ragazzo non meritasse di essere vissuta. Così, ha stoltamente deciso di suicidarsi sotto un pullman dell’STP (linea 8, ndr) che passava da lì. Fortunatamente, l’autista ha avuto i riflessi prontissimi, evitando l’impatto con la ragazza. Solo tanto spavento alla fine.
“Andavo a 30 km/h – ha raccontato ancora scosso Antonio Mileo, 39enne autista STP di San Pietro Vernotico – quando ho visto un ragazza gettarsi sotto il mio pullman. Prontamente, ho frenato bruscamente ed ho arrestato il mezzo a soli 2-3 centimetri dal corpo della ragazzina. Un miracolo. Infatti, sono rimasto imbambolato fino all’ultimo, non riuscivo a capire cosa fosse successo. Nonostante la frenata violenta, alcuni dei miei passeggeri sono caduti, ma nessuno si è fatto male. Solo tanta angoscia per il fatto. Ho pianto e ringraziato la Madonna – ha continuato l’eroe della giornata – di andare sempre piano con il pullman. Preferisco accumulare 40-50 minuti di ritardo, ma andare sempre a velocità rallentata e rispettare la segnaletica. Faccio da 16 anni questo lavoro e la prudenza non è mai troppa. Anche perché, andare con il pullman a 30 km/h vuol dire arrestarsi in 20-30 metri, non come in macchina che ce ne vogliono appena 10. Siamo noi autisti che dobbiamo dare il buon esempio”.
A soccorrere l’autrice del folle ed insano gesto, prima ancora dell’autista, una signora che è immediatamente scesa dal mezzo, preoccupandosi che la ragazza fosse ancora tutta intera. Così, si è anche offerta di accompagnarla a casa sana e salva. Al suo ritorno, la signora ha raccontato all’autista che Francesca ha tentato il suicidio perché aveva appena litigato con il fidanzatino, forse si era lasciata. Una inezia, dunque, al cospetto della preziosità della vita, a maggior ragione in età così giovane. 
Il giusto plauso va ad Antonio Mileo, dall’atteggiamento prudente e che ieri ha compiuto un gesto che dovrà servire da monito per alcuni suoi colleghi, i quali della professionalità, purtroppo, non ne fanno il loro punto di forza, non rispettando i limiti di velocità o, in alcuni casi, no fermandosi per far salire a bordo un solo passeggero.
Alla giovanissima ragazza, invece, un monito perchè possa meditare sul folle gesto compiuto. La vita è un dono che gli altri, chiunque essi siano, non meritano di toglierci, tanto più se in tenera età e per problemi di cuore, che da qui a qualche giorno, saranno già belli che dimenticati.
Tommaso Lamarina
 
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