Nando Marino risponde alla lettera/appello dello studente brindisino

venerdì 17 giugno 2016
Il candidato sindaco del centro sinistra Nando Marino risponde alla lettera che uno studente brindisino ha scritto a lui ed alla candidata del centro Angela Carluccio ed inviata alla nostra redazione. Di seguito il testo della risposta:

Carissimo, saprai che per me è la primissima esperienza in campo politico. O meglio, in campo elettorale, visto che l’azione politica è un orizzonte nel quale spero presto di cimentarmi in qualità di sindaco. Il mio è un percorso diverso, che nel tempo si è dipanato all’interno del mondo aziendale e dello sport. Ora, potrei indicare tanti punti di contatto con la dimensione della politica, e in effetti è quello che ho fatto in questa campagna elettorale seguendo il mio bagaglio di vita e professionale. E allora ho provato a immaginare un progetto partecipato, a scriverlo dopo l’annuncio della candidatura e valorizzarlo con l’ascolto della gente. Ho poi cercato di interpretare il linguaggio della squadra, dell’essere uniti e con ruoli diversi, perché, come ho più volte detto, le fughe solitarie sono spesso destinate a spegnersi per strada. Perché non esistono traguardi raggiungibili solo con forze proprie e con la presunzione di riuscire a bastare a se stessi.

Sono d’accordo con te: anche a me non è piaciuto il tono con il quale si è svolta questa campagna elettorale, e sarebbe ipocrita da parte mia dire di essermi sottratto a un clima di astiosità che, te lo confesso con altrettanta onestà, non mi appartiene. Avrei preferito confrontarmi sulle idee, sui programmi, sulle proposte per due ordini di motivi: perché è ciò di cui la città sente il bisogno, pervasa com’è da emergenze e criticità, e poi perché ritengo che i programmi debbano rappresentare la più diretta unità di misura di una competizione elettorale, dunque un terreno di semina in base al quale il cittadino valuta e sceglie. Purtroppo così non è andata, e ho dovuto difendermi da una campagna denigratoria che ha sistematicamente sollevato dubbi e illazioni sulla mia integrità morale, inquinando il campo con notizie su debiti e pendenze giudiziarie che ho dovuto smentire malgrado volessi occuparmi di temi più d’interesse per la città. Dicevo che sono un uomo di sport, adoro le sfide perché ritengo che mettersi alla prova, esplorare frontiere, intrattenere relazioni, approfondire le conoscenze e sperimentare contesti del tutto nuovi, accendere le passioni e trasmetterle a chi ti sta a fianco, sia un modo meraviglioso per vivere. E allora ho pensato che fosse il momento di unire l’ambizione e l’amore per la mia città e rimboccarmi le maniche all’indomani di un’esperienza amministrativa che sai bene come è finita. Allora ho cominciato a fissare su un foglio qualche idea, poi ancora qualche altra, fino a tracciare un percorso più articolato sul quale ho lavorato come un artigiano, giorno dopo giorno, ascoltando la gente comune, i loro bisogni, entrando nel quotidiano delle periferie. Un po’ come si fa per i progetti sportivi: si comincia dal basso, valorizzando il settore giovanile e poi a mano a mano si cresce. Tra gli altri ho incontrato i ragazzi dell’Unione degli Studenti, un confronto con gli altri candidati sindaco che tuttavia non mi ha permesso di rispondere a tutte le domande: per questo ho replicato via mail ai quesiti esponendo, per ogni materia, quella che per noi è la “formula giusta”. Non mi sono mai sottratto ai confronti perché sono convinto che solo attraverso il dialogo e mettendo in discussione il proprio punto di vista si può guardare il mondo con occhi meravigliati ogni volta. E scoprire che la diversità è una ricchezza. Di qui l’importanza delle visioni. Non esiste una sola visione di città, ma tante prospettive che si incastrano perfettamente: in questi mesi le abbiamo raccolte tutte, non per farne un sogno, ma per restituire concretamente dignità, decoro e bellezza. E così abbiamo interrogato i bambini, gli anziani, le famiglie, le associazioni, i rappresentanti del terzo settore, tutti coloro che vivono appieno la città e la vorrebbero migliore, ciascuno nel proprio ambito. Abbiamo parlato con i giovani come te, che vorremmo un giorno poter trattenere a Brindisi e non assistere a una emorragia incessante. Perché non è possibile progettare una città migliore senza la sua parte più creativa, più visionaria, più sbilanciata nel futuro. Ti chiedo scusa se ho deluso le tue aspettative in questa campagna, che anche io immaginavo diversa e più costruttiva. Ti aspetto nei miei comitati elettorali per raccontarti più da vicino la mia esperienza, per descriverti la città che ho incontrato, le voci che ho ascoltato e le mille potenzialità che potremmo, anche con il tuo aiuto e dei tuoi coetanei, trasformare in occasioni di sviluppo e di riscatto per Brindisi. Dimenticavo… scusa se ti ho dato del tu.

Grazie per la tua attenzione,
Nando Marino
 
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