Cittadella, il professor Anglani: «No a un condominio di attività slegate ma un unicum di interessi»

martedì 14 giugno 2016
Quale futuro per l'università nella Cittadella della Ricerca?

Un domandone, specie se posto durante la campagna elettorale del turno di ballottaggio per la scelta del prossimo sindaco di Brindisi.

Una risposta o, meglio, una serie di spunti, suggerimenti e riflessioni, la offre il professor Alfredo Anglani, presidente del Consiglio di Ingegneria, area Industriale Meccanica, Gestionale, Materiali, Aerospaziale, dell'Università del Salento.

Di seguito, il suo contributo.

«L’Università del Salento, con la sua Facoltà di Ingegneria, è presente su Brindisi, in Cittadella, da diversi anni e precisamente dall’anno accademico 1997/1998. Il primo ciclo dell’allora D.U. in Ingegneria Logistica e della Produzione, progettato proprio tenendo conto delle peculiarità del territorio Brindisino, ha subito ottenuto una risposta positiva sia in termini di iscrizioni sia in termini di assunzioni. La sensibilità politica sull’importanza della cultura nello sviluppo del territorio era molto bassa all’epoca. Le anticamere fatte in Provincia ed in Comune hanno portato alla sottoscrizione di modestissimi fondi a favore dell’iniziativa, finchè non si è giunti alle elezioni del sindaco Domenico Mennitti e del presidente Michele Errico, sicuramente consci dell’importanza del ruolo dell’Università e della cultura più in generale.
Il nuovo corso  ha portato  alla nascita della seconda facoltà di Ingegneria e a quella di Scienze Politiche. Moltissime le immatricolazioni ai corsi umanistici, molte meno ovviamente quelle ad Ingegneria. Ma non sono le immatricolazioni la misura del successo di un corso, neanche se questo portasse a elevata residenzialità  locale. Nel futuro, qualora ci fossero le condizioni, le valutazioni su cosa fare a Brindisi in Cittadella devono essere altre. Fra queste, un‘attenta analisi della vocazione produttiva del tessuto industriale.  
Brindisi ha una tradizione manifatturiera datata e rappresentata anche dai grossi nomi delle aziende aeronautiche insediatesi localmente. Altre valutazioni riguardano la stabilità dell’offerta  formativa che non può dipendere esclusivamente dalle risorse  pubbliche locali e o regionali; queste devono essere presenti in misura ridotta rispetto a quanto possono fare le aziende pubbliche e private del territorio. Alla stabilità contribuisce fortemente la politica universitaria regionale: i corsi di laurea non possono sorgere, nelle sedi periferiche, in concorrenza fra atenei. 
La decisione di non aprire a Brindisi il nuovo indirizzo di Laurea Magistrale, voluto da Ge Avio, deriva proprio dall’impossibilità di garantirne la stabilità. Non è stato  certo l’arrivo del  cmmissario prefettizio Cesare Castelli e/o la succesiva delibera di annullare nei fatti la convenzione con Unisalento a farci prendere questa decisione.   
I disagi nella sede della Cittadella si sono avvertiti da almeno un anno, con la crisi della Provincia che non è stata più in grado di provvedere al personale di portierato e di pulizia. È stata una decisione sofferta, anche sul piano personale, ma inevitabile, presa con la coscienza di garantire serenità e continuità agli studenti che decidessero di seguire questo nuovo indirizzo, i cui contenuti concordati con Ge Avio riguardano l’advanced manufacturig. 
La stabilità, infine, deriva dal futuro della Cittadella.  Anzi, soprattutto da quallo che deve essere la Cittadella della Ricerca. Non un condominio di attività slegate fra loro ma un unicum di intese e di obiettivi. Spazi attrezzati per attività di studio, ricerca ma anche tempo libero: campi da gioco, un piccolo teatro e/o una sala cinematografica che possano essere anche sede di convegni scientifici, ristorante-albergo. Tutte utilities che possano essere utilizzate anche dei Brindisini con collegamenti continui e dedicati dal centro della città e dai paesi limitrofi». 
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