Nando Marino: “Un piano immediato per Università e Cittadella”

domenica 12 giugno 2016
“Leggo con preoccupazione i dati sulla migrazione di studenti e dottorandi. Una fuga di cervelli che ogni anno porta via dalla Puglia oltre 6mila matricole e mille aspiranti professori. Che significa tendenza alla desertificazione”. 

Lo sostiene Nando Marino, candidato sindaco di Brindisi per il centrosinistra, tornando sul tema Università, al centro del dibattito istituzionale, oltre che elettorale.
“Occorre un piano capace di invertire il trend puntando sulla specializzazione dei territori. A Brindisi l’Università deve recuperare il rapporto con le aziende insediate nel suo polmone produttivo, un aspetto tra tanti che la passata Amministrazione ha trascurato lasciando al suo destino. Ognuno deve fare la sua parte. La Regione per le risorse, l’Università per le scelte legate all’offerta: spiace sapere ad esempio che l’Università del Salento abbia presentato a Lecce un corso in Management Engineering sulla scorta di un accordo con Avio Aero, azienda presente e operativa a Brindisi. Il Comune deve proporre, promuovere e quando è necessario difendere a denti stretti. Altre lacune del recente passato che vogliamo invertire spazzando inefficienze e ritardi. La scorsa Amministrazione ha finanziato i corsi senza avere un ruolo, senza concordare con imprese e Università un piano dell’offerta. Mai più come prima. A dispetto dei fantasmi che incombono sul voto del 19 giugno”.
“Un tema che mi è molto caro - ha continuato Marino - perché non c’è futuro senza conoscenza. L’Università è stata trattata finora come una partita contabile: occorre a mio avviso programmare in modo più strategico e aprire alle proposte dell’Università e delle imprese, all’opportunità di insediare i corsi nella Cittadella della Ricerca alla luce del livello scientifico e tecnologico del comprensorio. La Cittadella deve seguire una linea di sviluppo parallela che veda coinvolti il soggetto proprietario, i governi nazionale e regionale, l’Università e la comunità brindisina. Partiamo da questo. Il dibattito deve riguardare due piani: cosa vogliamo fare e come reperiamo i fondi. Il futuro dei nostri ragazzi è legato alla formazione. E il lavoro non nasce per caso”.
 
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