Brindisi è così……bella e vuota – di Giovanna Bozzi

mercoledì 8 giugno 2016
È stato presentato martedì 7 giugno nella Sala Conferenze di Palazzo Virgilio a Brindisi Il libro A Brindisi | Mario Capriotti, patrocinato dall’Associazione Culturale INPhoto, e dall’Anisa (Associazione Nazionale Insegnanti di Storia dell’Arte).

Oggi, mercoledì 8 giugno, alle ore 18:00 sarà inaugurata la mostra fotografica personale dell’autore nell’Ex Corte d’Assise di Palazzo GranafeiNervegna a Brindisi.

La mia intenzione, nella breve presentazione in catalogo, è fornire una chiave per la lettura del progetto di Mario Capriotti sulla città di Brindisi e di sottolineare il contributo rilevante dell’associazione INPhoto alla diffusione a Brindisi della cultura visiva e del metodo progettuale della contemporaneità.

La fotografia di Mario,essenziale e asciutta,è il risultato di una ricerca vissuta con intensità ed emozione. Le sue fotografie colpiscono l’osservatore per essere talmente antiretoriche da apparire dimesse. La scelta di una gamma cromatica abbassata nei toni el’assenza di persone concentrano tutta l’attenzione sui rapporti tra le forme e i volumi. Ma c’è qualcosa nelle fotografie di Mario che racconta di un’attenzione “calda” nei confronti della città di Brindisi. Una passione vitale, ma decantata dal filtro di uno sguardo educato dal confronto con i fotografi che hanno raccontato, a cominciare dagli anni Ottanta,la modernità squilibrata della provincia e della periferia italiana, in modo dirompente rispetto alla tradizionale immagine del Belpaese. 

Approfondiamo il modo in cui Mario lavora. Gli ho chiesto quante volte è ritornato nella stessa strada e quale temperatura atmosferica ha ricercato. Ho domandato se ha scelto l'ora, la giornata, la luce per i suoi scorci urbani.“Spesso, ma non sempre,ho lavorato nelle ore più complicate per la luce, nella fascia oraria tra le 13:00 e le 14:00, per evitare ombre molto lunghe e la presenza di auto e persone negli scenari. Alcune volte anche nelle ore del tardo pomeriggio, prima del tramonto per avere una luce con dei livelli cromatici crepuscolari, come nella fotografia del Monumento al Marinaio d’Italia”. 

Un fotografo lavora nello spazio, attraversa la città. A raccontare il trascorrere del tempo si prestano di più le periferie, i luoghi della quotidianità e non i monumenti, che vorremmo sempre tirati a lucido, illuminati ad effetto, per esibire e celebrare una bellezza senza tempo. Mi interessa l’approccio di Mario alle trasformazioni della città contemporanea, il suo passo indietro rispetto alla presenza dell’autore. “Non guardo a queste zone che hanno subito il cambiamento con nostalgia o dispiacere, anzi, il fatto di averle fotografate come erano, mi ha dato la possibilità di lasciare un segno visivo che potrà tornare utile a comprendere i motivi del cambiamento in atto.” 

Un fotografare non casuale, ma necessario e per questo significativo, lontano dalla retorica e dal compiacimento. Brindisi è una città difficile da raccontare oltre i suoi monumenti antichi, il mare e la sua natura superba. Come tante città italiane è ricca di bellezza, anche negli scenari moderni, e di vuoti, di luoghi irrisolti.“Vedo la mia città come un ambiente statico, fermo, ma nello stesso tempo equilibrato, che non ci esalta e non ci appesantisce, che restituisce comunque un senso di leggerezza, un senso di non responsabilità...tanto Brindisi è così, bella e vuota”.

L’autorerinuncia alla sua impronta e consente al racconto della città di farsi quasi da solo, anche a misura dell’osservatore. Nella foto di copertina, quella del Liceo dove insegno Storia dell’Arte,ritrovo un pezzo della mia esperienza:la foto è dominata dal silenzio,ma è scattata in un luogo che io so frequentatissimo e vivo, in cui si lavora molto per il futuro dei nostri giovani. Un’immagine che racconta la persistenza del binomio irrisolto di antico e moderno in Brindisi e dice molto sulla necessità di adottare, nelle arti visive, finalmente anche in questa città, il linguaggio e i metodi del contemporaneo,osservando il presente, nella sua verità quotidiana.
Il libro è stato autoprodotto, curato dal photo editor Alessandro Cirillo, con testi in catalogo di Attilio Lauria e Giovanna M. Bozzi. La presentazione del libro e la mostra rientrano nel calendario del festival della fotografia FotoArte in Puglia 2016. 


Giovanna M. Bozzi
Segretaria Nazionale ANISA
(Associazione Nazionale Insegnanti di Storia dell’Arte)
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