Brindisi riparte dalla cultura e dai bambini: al via la 24^ edizione ‘Giornate FAI di Primavera’

venerdì 18 marzo 2016
Una iniziativa senza precedenti nel capoluogo messapico e territorio limitrofo, avente una eco culturale che, in prospettiva (e, perché no, imminente!), lascia ben sperare per tutti i beni culturali presenti in questa area.

Parliamo delle ‘Giornate FAI di Primavera’, una grande iniziativa che dà la possibilità di visitare anche luoghi solitamente chiusi al pubblico ed, a volte, ignoti ai più.
Il progetto, che interessa i comuni di Brindisi, Mesagne e Francavilla Fontana (e che ha visto oltre 8mln di fruitori in tutta Italia, ndr), è stato presentato nella mattinata di ieri, presso il palazzo Granafei-Nervegna, da Beniamino Attoma Pepe, capo delegazione FAI di Brindisi, alla presenza di Anna Cinti, presidente dell’associazione ‘Le Colonne’ – Collezione Archeologica Faldetta; Katiuscia Di Rocco, direttrice della biblioteca arcivescovile ‘Annibale De Leo’; Enzo Garganese assessore alla cultura del Comune di Francavilla; Roberta Denetto, assessore alla cultura del Comune di Mesagne; Palma Librato, assessore al centro storico del Comune di Mesagne.
L’evento prenderà il via i prossimi 19 e 20 marzo. Ad ‘aprirsi’ al pubblico, la chiesa di San Paolo eremita e la Casa di Virgilio, in cui si dice abbia trascorso gli ultimi giorni di vita il celeberrimo poeta romano (quest’ultima, essendo abitazione privata, sarà resa accessibile solo nella giornata del 19), a Brindisi.Per quanto riguarda Mesagne e Francavilla, invece, saranno luogo dell’evento, rispettivamente, la chiesa di Sant’Anna e la chiesa di San Giovanni Battista (piccola cappella con affreschi del ‘400). Non solo: tappe brindisine fondamentalidell’iter culturale saranno l’affascinante e suggestivo Museo archeologico Faldetta (da cui prenderà avvio l’iniziativa), presieduto dalla dott.ssa Cinti, per poi continuare con la biblioteca ‘De Leo’, in cui saranno esposti importanti e significativi documenti (tra cui una pergamena che testimonia la donazione del suolo all’arcivescovo, per costruirvi, appunto, una chiesa, ed altri documenti del ‘500), a cura della dott.ssa Di Rocco. 
Dunque, l’arte antica che passa il ‘testimone’ alle future generazioni, passaggio topico dell’iniziativa, in netta sinergia con le scuole, perché solo così si può far conoscere il territorio ai più piccoli. Saranno proprio gli studenti delle scuole medie a fare da ‘cicerone’ ai venturi fruitori, “Sono contento di questa occasione, perché è anche un debutto nel capoluogo ed in provincia – ha esordito il capo delegazione FAI –siamo delegazione di Brindisi e, quindi, ci è venuto naturale cercare immediatamente di diffondere il modo di operare del FAI in provincia. Nelle prossime occasioni, come nelle ‘Giornate di Autunno’ ad ottobre contiamo di continuare questa opera anche negli altri paesi. Dove arriva il FAI, arriva un modo di intervenire sulla cultura, sulla accessibilità dei beni, che difficilmente si trova in altri contesti”. Poi, una sorta di preghiera: “Che i Comuni della provincia di Brindisi facessero un cenno – ha proseguito Pepe – così che noi saremmo sempre presenti”. Ma come si pone il FAI nei confronti dei beni culturali che non versano in un periodo proprio roseo da anni, come il Castello Alfonsino di Brindisi e quello Svevo di Oria? “Sono questioni sulle quali bisogna intervenire dal punto di vista amministrativo – ha concluso Pepe – noi possiamo, naturalmente, fare la nostra opera di sensibilizzazione e prendere posizione, ma l’atteggiamento del FAI, in queste vicende, è sempre molto laico”.
Entusiasta per l’iniziativa anche la responsabile del Museo Faldettae presidente dell’associazione ‘Le Colonne’, Anna Cinti, da sempre esposta in prima persona per promuovere la cultura in città: “Siamo onorati – ha affermato la Cinti – perché è stata la delegazione FAI di Brindisi a trovarci e chiedere la collaborazione. Questo vuol dire che ci stiamo impegnando ed iniziano a notare quello che noi facciamo quotidianamente. Poi, avevamo già una collaborazione con la biblioteca arcivescovile ‘De Leo’ e, quindi, insieme con il FAI abbiamo deciso di coordinare, per quanto riguarda il territorio di Brindisi, anche le scuole”. Da ricordare, inoltre, che il Museo è fruibile gratuitamente, come sempre, e, per l’occasione, è stata allestita una mostra dedicata alla figura femminile nell’antichità, le cinquecentine, patrocinata dal Comune.
Dunque, un importante innesto alla cultura del territorio, quello del FAI, capace di proporlaalla curiosità degli studenti delle scuole medie, che ben hanno sposato il progetto, con tutto il loro entusiasmo: “Siamo molto contenti di aver toccato con mano documenti antichi che risalgono a molti anni fa – dicono unanime alcuni bambini presenti in conferenza stampa di presentazione – ci è piaciuto vedere com’era prima la nostra città rispetto ad ora”.
Ancora una volta, Brindisi risponde presente alla cultura e di questo ne beneficia il territorio intero.
Tommaso Lamarina
 
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