Sgominata dalla polizia una banda dedita ai furti in provincia di Brindisi e Lecce: quattro arrestati tra Oria e Mesagne

martedì 1 marzo 2016
Gli agenti del commissariato di Mesagne hanno messo fine a una lynga sequela di furti e tentati furti, messa a segno nei mesi passati nelle province di Brindisi e Lecce.

Oggi, personale della Squadra di Polizia Giudiziaria del Commissariato di Mesagne ha eseguito quattro ordinanze di custodia cautelare emesse dal Gip del Tribunale di Brindisi, Stefania De Angelis, su richiesta di Raffaele Casto, sostituto procuratore della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Brindisi, a carico di Fabio Iurlaro 28enne di Oria, finito in carcere a Brindisi; Valerio Mingolla, 26enne di Oria; Alessandro Carone, 34enne di Mesagne; e Gianluca Rubino, 25enne di Mesagne, Gli ultimi tre sono finiti agli arresti domiciliari. 

I reati contestati sono quelli di associazione per delinquere, perché, secondo gli inquirenti, i quattro si associavano allo scopo di commettere più furti, anche in abitazione, in concorso, nei territori della provincia di Brindisi e Lecce. Gli altri reati contesti sono il furto e il tentato furto pluriaggravato in concorso.

In particolare, l’attività di indagine svolta dagli investigatori, coordinata e diretta dal sostituto procuratore Casto, ha consentito di addebitare ai sospetti  12 furti consumati e 6 tentati, anche in abitazioni, di strumenti per lavoro, tra i quali motoseghe, frullatori professionali, compressori, di olio d’oliva e soprattutto di autovetture, nonché di comprendere ruoli e contributi forniti dagli associati: Carone, metteva a disposizione permanente del sodalizio la sua autovettura, una Smart Four Four, per accompagnare i complici sui luoghi in cui erano commessi i reati; tutti, in qualità di partecipi, assicurando la propria disponibilità all’esecuzione dei reati e occultando gli illeciti impossessamenti in località ignote; Iurlaro, è stato riconosciuto capo e promotore dell’organizzazione, in quanto si occupava di individuare gli obiettivi dei colpi, di “piazzare” il ricavato dell'attività illecita e di dividere tra i soci le somme di denaro illecitamente percepite.    

L’attività di indagine è iniziata il 28 dicembre 2015, quando una signora mesagnese ha denunciato negli uffici del commissariato il furto della sua autovettura, una Fiat 500, parcheggiata, chiusa a chiave, lungo la pubblica via, avvenuto alle 4.20. Le immagini immortalate da alcune telecamere ubicate vicino al luogo del reato hanno consentito di focalizzare l’attenzione su un gruppo di almeno 3 persone e su un’Alfa Romeo 147 che, da dietro, spingeva la 500 per allontanarla e condurla in luogo adatto a forzarla in maniera indisturbata. 

A questo, sono seguiti altri reati per i quali gli investigatori hanno raccolto una serie di indizi gravi, precisi e concordanti a carico dei sodali i quali, a seguito di un pedinamento elettronico, effettuato grazie al sistema Gps, e di intercettazioni ambientali, sono finiti per rimanere “incastrati” nelle loro stesse ammissioni di responsabilità. 

«Durante le loro costanti scorribande notturne per arraffare il più possibile da destinare al mercato dell’illecito – affermano gli investigatori - si vantavano della loro forza e dei loro risultati con espressioni del tipo: “…dove passiamo non cresce più erba…” e  ricordando con orgoglio, durante il passaggio da luoghi noti, i “trofei” già conseguiti: “Qua abbiamo preso l'Opel Corsa...”, “Qua prendemmo... no qua prendemmo la 500 antica..”, “L'Opel Corsa qua...”, “Noi dobbiamo andare da dove abbiamo preso la Punto celestina, da dove dobbiamo andare?”».

Iurlaro, Mingolla, Carone e Rubino, sono ritenuti responsabili dei seguenti reati: furto pluriaggravato in concorso perché, alle 4.20 del 28 dicembre 2015, si sono impossessati della Fiat 500, parcheggiata chiusa in una pubblica via di Mesagne; furto pluriaggravato in concorso, perché, il 23 gennaio 2016, alle 15 circa, a Mesagne, hanno rotto il finestrino del lato conducente di una Renault Modus parcheggiata in una pubblica via e si sono impossessati del telecomando del cancello e del portone del garage di un’abitazione, dov’era custodita una Audi A4 station wagon, rubata nell'occasione; furto pluriaggravato in concorso, perché, il 26 gennaio 2016, alle 5circa, a Cavallino, si sono impossessati di una Fiat 500 parcheggiata dalla vittima nei pressi della propria abitazione; furto pluriaggravato tentato in concorso perché, il 26 gennaio 2016, alle 6 circa, sempre a Cavallino, hanno forzato il lucchetto di un cancello scorrevole, la serratura e il deflettore anteriore destro di una Opel Corsa, della quale, però, è scattato il sistema d’allarme; furto pluriaggravato in concorso, perché, il 26 gennaio 2016, alle 6.30 circa, sempre a Cavallino, si sono impossessati di una Opel Corsa, parcheggiata nei pressi dell'abitazione della vittima; furto pluriaggravato tentato in concorso, perché, il 27 gennaio 2016, alle 6.30 circa, a Leverano, hanno cercato di impossessarsi dei beni custoditi all’interno di un garage, senza raggiungere lo scopo per il tempestivo intervento del figlio della persona offesa; furto pluriaggravato in concorso, perché, il 2 febbraio 2016, alle 4.30 circa, a Tuglie, hanno forzato il cancello del garage di un’abitazione e si sono impossessati di una Fiat Panda, di una cassetta di plastica per attrezzi e di una motosega a scoppio; furto pluriaggravato tentato in concorso, perché a Mesagne, il 3 febbraio 2016, alle 5 circa, hanno forzato la serratura del portone del garage e hanno cercato di impossessarsi dei beni custoditi all’interno di quel garage, senza che l’evento si realizzasse per ragioni indipendenti dalla loro volontà; furto pluriaggravato tentato in concorso, perché il 3 febbraio 2016, alle 5.10 circa, a Mesagne, di fronte al luogo del precedente tentato furto, hanno forzato la serratura del portone del garage e hanno cercato di impossessarsi dei beni custoditi all’interno di quel garage, senza che l’evento si realizzasse per ragioni indipendenti dalla loro volontà; furto pluriaggravato in concorso, perché, il 6 febbraio 2016, alle 5.20 circa, a Lizzanello, si sono impossessati di una Fiat Multipla, chiusa a chiave e  parcheggiata dalla vittima nei pressi del  suo domicilio; furto pluriaggravato tentato in concorso, perché, il 6 febbraio 2016, alle 5.30 circa, sempre a Lizzanello, hanno forzato entrambe le portiere di una Fiat Grande Punto parcheggiata lungo la pubblica via e hanno cercato di impossessarsi di quel veicolo, senza che l’evento si verificasse per ragioni indipendenti dalla loro volontà; furto pluriaggravato in concorso, perché, il 6 febbraio 2016, alle 6.40 circa, ad Alliste, hanno forzato il cancello del cortile di un’abitazione e si sono impossessati di una  Ford Kuga; furto pluriaggravato in concorso, perché, l'8 febbraio 2016, alle 5.20 circa, a Martano, si sono impossessati di una Fiat Punto Evo, sottraendola alla vittima che la teneva parcheggiata nei pressi del  proprio domicilio; furto pluriaggravato in concorso, perché, sempre l'8 febbraio, alle 6.50 circa, a Cutrofiano, hanno forzato il portone di un garage e si sono impossessati di 4 contenitori in acciaio contenti olio di oliva per un peso complessivo di circa 200 kg; furto pluriaggravato in concorso, perché, sempre l'8 febbraio 2016, alle 6.40 circa, ad Aradeo, hanno forzato il portone di un garage e si sono impossessati di un frullatore professionale per gelaterie; furto pluriaggravato in concorso, perché, sempre l'8 febbraio 2016, alle 7 circa, sempre ad Aradeo, hanno forzato il portone di un garage e si sono impossessati di un compressore marca Zanon e di una motosega marca Tanaka; furto pluriaggravato tentato in concorso, perché, sermpre l'8 febbraio 2016, alle 7.15 circa, sempre ad Aradeo, hanno forzato la serratura del portone di un garage e hanno cercato di impossessarsi dei beni custoditi all’interno di quel garage,senza che l’evento si realizzasse per ragioni indipendenti dalla loro volontà.

«Le intercettazioni ambientali hanno consentito di acclarare che il sodalizio operava già da molto tempo, visti i riferimenti a fatti pregressi non noti agli investigatori: “…se a noi ci avessero preso con quella Delta che tenevamo penso che ci davano l'ergastolo...”, “Che la Giulietta noni...”, “Pure con la Ypsilon...”, “L'ergastolo ci davano con quelle macchine a quante parti ci hanno ripresi...”. Si trattava, inoltre, di un'organizzazione criminale stabile, che operava professionalmente, in quanto munita dei mezzi necessari per perpetrare i furti, come centraline, arnesi atti allo scasso e ricetrasmittenti per eludere le intercettazioni, pervicacemente e reiteratamente. È emerso, inoltre, in modo chiaro che i furti avvenivano su commissione, visto che prima di mettersi all’opera si raccomandavano sull’obiettivo da “portare a casa”: “…la Multipla devo prendere… la dobbiamo prendere per forza…”; “Una Evo dobbiamo fare ragà la Evo a quello devo fare”,  “…oltre alla Evo dobbiamo prendere motoseghe, soffiatore…”». 

A questo proposito è al vaglio della magistratura la posizione di alcuni ricettatori della provincia di Taranto, dove è stata trovata la Ford Kuga e tanti altri pezzi di ricambi di auto di provenienza illecita. La spartizione del profitto illecito veniva effettuata, secondo gli investigatori, da Iurlaro che intratteneva i rapporti con i committenti: “…mi ha dato 1000 e 2 più 1000 mi ha dato 2200 Euro mancano 1900... altre 2000 Euro”, “vi ho portato 800 euro per dividerveli, però vi devo dare 250 euro ciascuno”, “…li  tengo a casa i soldi li sto raccogliendo poi sabato li dividiamo”.

L’attività dei sodali, com’è noto, è stata interrotta per il loro arresto in flagranza del reato, tentato e aggravato, di furto di autovettura, avvenuto il 9 febbraio 2016 a Porto Cesareo, alle 5.50 circa, a opera degli investigatori mesagnesi, coadiuvati dal personale della Squadra Mobile di Lecce.

«Con l’esecuzione delle ordinanze di custodia cautelare odierne, inizia per i destinatari la resa dei conti con la giustizia per tutti i fatti rappresentati, dovendo rispondere per associazione per delinquere finalizzata alla commissione di vari reati e di furti pluriaggravati in concorso, consumati o tentati». 
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