"Imago", la nuova frontiera del teatro a Brindisi

lunedì 29 febbraio 2016
IMAGO nasce da un’idea e dal lavoro di ricerca e osservazione della Dottoressa Francesca Alparone, giornalista e formatrice, nell’ambito dei percorsi culturali decretati dallo statuto dell’Associazione culturale “Dillo con le Parole” costituitasi lo scorso 11 febbraio.

IMAGO vuole essere una riflessione ad alta voce sull’espandersi di un fenomeno sociale nel quale tutti siamo invischiati, l’Iper-esposizione delle immagini digitali veicolateda internet attraverso i social network, youtube  ecc. Una riflessione fatta nello stile della Conferenza ma realizzata con l’ausilio di strumenti di didattica,innovativi. 
E’ stato studiato come percorso itinerante, proprio, per la sua forte carica educativa. Prima tappa ieri, 28 febbraio, in un luogo simbolo della Città di Brindisi crocevia di destini “variegati” Palazzo Granafei-Nervegna nella sala Universitaria.
Un folto pubblico preventivamente istruito all’ascolto attivo ha iniziato il suo percorso in una stanza illuminata solo dal grande schermo su cui troneggiava la scritta bianca su fondo nero IMAGOquasi a simboleggiare un sorta di epitaffio poi, una seconda proiezione una poesia sulla parola scritta ed effetto sorpresa contro ogni previsione un audio volutamente provocatorio, una pièce teatrale ma solo ascoltata fatta di dialoghi arguti ed ironici, una sorta di coro a sette voci alternate,magistralmente interpretate da: Mario Cutrì,  Sissy Alparone, Giulia Cesaria, Francesca Danese, Fabrizio Maltinti, Mirela Karlica, Mauro Dalla Piazza.
Un pubblico ipnotizzato quando all’accensione delle luci ha iniziato la sua orazione, la relatrice la, Dott.ssa Francesca Alparone, che quasi come il pifferaio magico,ha saputo catturare l’attenzione di un pubblico tanto attento quanto ammutolito e forse anche disorientato. L’intervento si è poi spostato su d’un altro piano dinamico, per scopi didattici e per mantenere alta la soglia di attenzione, con un colpo di scena a sorpresa tre attori (Mirela Karlica, Emilia Dell’Aglio, Davide Mitrotta) perfettamente identificati neiloro personaggio dipinti dalla regista(Francesca Alparone) nascosti tra il pubblico, si sono esibiti su d’un frizzante ed ironico  intermezzo sullo stesso tema.
Il nodo su cui si è costruita la fitta ed originale trama che caratterizza il contenitore IMAGO è in estrema sintesi basato sui seguenti contenuti:che l’immagine digitale,veicolata dal web ma anche attraverso la televisione e i mezzi d’informazione, si sta diffondendo come lava che copre tutto appiattendo la capacità critica.L’immagine che da funzione strumentale di messaggio estemporaneo, veicolo di comunicazione immediata che, precede e accompagna ben altri contenuti più profondi, che da etichetta simbolica a supporto di contenitori culturali, diviene essa stessa contenitore e contenuto. Questo ha, inevitabilmente, comportato un sempre più pervicace svuotamento di profondità e tridimensionalità, incardinando la relazione, che è la trama del tessuto sociale, su altri presupposti.  
La chenosi culturale a cui stiamo assistendo, accompagnata dall’estemporaneità di pensiero, porta con sé come conseguenza, l’assottigliamento del linguaggio e elimina l’ascolto; di qui la provocazione ad erogare la prima parte della performace, attraverso il solo audio.
Dietro il proliferare di una tecnologia della comunicazione e dei nuovi linguaggi ad essa collegati, vi è un disegno preciso di orwelliana memoria, l’appiattimento e l’estemporaneità del linguaggio con svotamento del significato e depauperamento del vocabolario linguistico, rappresentano precisi sintomi di depressione sociale di svincolo relazionale che nella sua estremizzazione porta a solipsismi che in tutto contrastano con una assetto di società e socialità sana. Stiamo assistendo all’impoverimento della capacità d’ascolto in favore di un sentire asettico che non trattiene i dati, non li assorbe e soprattutto non li rielabora.
Come elogio alla democrazia una giuria di sette membri, scelti a caso tra il pubblico, dai due giovani e brillanti attori: Emilia Dell’Aglio e Davide Mitrotta, hanno decretato la vittoria della “parola” sull’immagine digitale intesa non solo come foto ma anche come testo veicolato attraverso i social e quindi, per questo, iconico.
Tra i commenti raccolti i più frequenti oltre ai complimenti di rito:“una cosa nuova”, una “novità assoluta”, “un intervento come docente universitaria”, da portare all’Università.

La serata si è conclusa con una favolosa degustazione a cura de “I Giardini di San Biagio” servita da uno staff impeccabile.
 
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