A Brindisi la più alta tassa sui rifiuti: 308 euro per abitante. Albergatori: “Ricorso al tar”, D’Attis: “Una vergogna”

giovedì 4 febbraio 2016
Brindisi è la città italiana in cui un abitante, in media, paga la tariffa più alta relativa alla tassa sui rifiuti (Tari).

Lo ha reso noto ‘Il Sole 24 Ore’, a seguito di un’indagine presentata da Confcommercio.
Tale accertamento, evidentemente penalizzante per Brindisi, presenta una anomalia, che, di certo, i politici tutti dovranno tenerne conto. Si denota nel Paese che, negli ultimi 5 anni, v’è stata una notevole riduzione della produzione dei rifiuti ma anche una importante impennata del balzello Tari, incrementato del 55%. Il noto ed accreditato quotidiano nazionale, infatti, fa sapere come, a volte, basti spostarsi di qualche chilometro per risparmiare dalle 500 alle 1200 euro, se si vuole aprire un ristorante o albergo. Un divario, questo, del tutto ingiustificabile, che non lascia certo indifferenti albergatori, ristoratori e cittadini brindisini, costretti a versare l’erario più salato della tassa, pari a mediamente 308 euro a persona.
Secondo Confcommercio, tale gap generale dipende dalla “non corretta determinazione dei coefficienti di produzione e dalla loro distorta applicazione”. Quindi, cosa sarebbe successo? Pare che molti Comuni capoluogo abbiano tarato tali coefficienti, senza tener minimamente conto della reale capacità delle varie categorie di generare rifiuti, violando, così, il principio europeo, secondo cui “chi inquina, paga”. Per il presidente di Confcommercio Carlo Sangalli “è assolutamente necessario applicare con più rigore il criterio dei fabbisogni e dei costi standard, per evitare le che imprese sopportino carichi eccessivi e crescenti”.
E Brindisi in tutto questo? Si sono già scatenati politici, albergatori e ristoratori. Il capogruppo di Foza Italia, Mauro D’Attis, afferma che “vedere Brindisi in cima alla classifica delle città dove si paga la più alta tassa per i rifiuti (TARI) fa ancora più rabbia perché tutto è tutto a fronte di un servizio scadente che al Comune costa milioni di euro. Lo abbiamo sempre denunciato e, poiché non si è risolto nulla di ciò che si doveva, prevediamo che nel 2016 la TARI, a Brindisi, aumenterà ulteriormente di almeno il 20% (rispetto al 2015) sia per le famiglie sia per le imprese”. Ed ancora:“La TARI a Brindisi è spropositatamente aumentata perché ai fini del calcolo della tariffa sono stati inseriti costi che, per noi, potevano essere esclusi come accaduto negli anni precedenti. Basta vedere lo scostamento tra il costo reale e quello standard. Lo abbiamo detto a gran voce ma siamo rimasti inascoltati. Un record così, proprio quando le famiglie e le imprese sono in crisi, è una vergogna”.

Sconcertati anche ristoratori ed albergatori. Proprio questi ultimi hanno minacciano di ricorrere al Tar, attesi i nuovi importi Tari, per chiedere l’annullamento del piano varato dal Comune di Brindisi.
Una situazione, dunque, da monitorare, perché il cittadino non può convivere con la ‘minaccia’ Tari, a fronte, specialmente, di un servizio rifiuti tanto deficitario. 
Tommaso Lamarina
 
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