Riforma porti, un ‘viaggio della speranza’ inutile

martedì 19 gennaio 2016
Un ‘viaggio della speranza’ inutile quello che stamani, a Roma, si appresta a fare una delegazione brindisina, composta dal sindaco Mimmo Consales, dal presidente della Provincia Maurizio Bruno, dal presidente di Confindustria Giuseppe Marinò, dal presidente della Camera di Commercio Alfredo Malcarne e dal presidente dell’ASI Marcello Rollo.

Il tutto, per incontrare il Capo di Gabinetto del Ministro delle Infrastrutture Graziano Del Rio, al quale chiedere un’Autorità Portuale unica per tutta la Puglia o, in alternativa, tre distinte Authority: Brindisi, Taranto e Bari. 
L’inutilità del viaggio romano è presto detta: con nota 14 gennaio scorso della Presidenza del Consiglio dei Ministri (Conferenza permanente per i Rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province Autonome), avente ad oggetto “Piano strategico della portualità e della logistica”, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti “ha chiesto di sottoporre all’esame della conferenza, secondo quanto indicato nella Sentenza della Corte Costituzionale n. 261 del 17 novembre – 11 dicembre, il Piano strategico nazionale della portualità e della logistica approvato con D.P.C.M. 26 agosto 2015. Nel trasmettere il Piano - si legge nella nota – corredato dalla relativa relazione illustrativa e della sentenza della Corte Costituzionale n. 261/2015, si comunica che per acquisire le valutazioni delle Regioni è indetta una riunione istruttoria per il giorno 26 gennaio (tra sette giorni, ndr), alle ore 14,00, sala 1-A, via della Stamperia, 8, Roma”.
Cosa ha dichiarato, in sintesi, la Corte Costituzionale? Ha dichiarato la “illegittimità dell’art. 29 comma 1 del decreto legge 12 settembre 2014, nella parte in cui non si prevede che il piano strategico della portualità e della logistica sia adottato in sede di Conferenza Stato – Regioni”. Che, in soldoni, equivale a dire che, sulla materia, il ‘pallino’ è esclusivamente in mano alla Regione Puglia (nel caso di Brindisi, così come di Bari e Taranto, ndr). 
Ed è proprio a tal fine che è stata convocata la riunione del 26 gennaio prossimo.
Ma la risposta sull’esito dell’incontro romano odierno non tarderà ad arrivare. Da alcune indiscrezioni, sembrerebbe che il decreto potrebbe trovare la luce già domani. Stanti così le cose, qualsiasi decisione possa essere presa, favorevole o sfavorevole per Brindisi, la stessa potrebbe essere viziata dalla pronuncia della Corte Costituzionale, atteso che la prima riunione istruttoria si terrà solo il 26 gennaio prossimo, così come interpretato dalla sentenza della Corte costituzionale che ha demandato alla Conferenza Stato - Regioni la responsabilità della approvazione del Piano.

Pamela Spinelli
 
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