La Uil: “Gli appalti aumentano, ma non i posti di lavoro. Basta con assurdi ribassi”

lunedì 18 gennaio 2016
“L’aumento del lavoro in edilizia, a Brindisi, spesso non corrisponde all’aumento dell’occupazione. Ci siamo chiesti il perche’ e abbiamo compreso i motivi del mancato automatismo”. 

E’ la denucia della Feneal/Uil di Brindisi “su quanto sta accadendo sul territorio Brindisino a danno del buon lavoro e dell’occupazione”.

“Vi sono aziende – si legge in una nota a firma del Segretario terrritoriale Giovanni Librando - che acquisiscono il lavoro sia pubblico che privato al massimo ribasso. In alcuni casi sembrerebbe che chi redige le gare non sia all’altezza del proprio ruolo viste le offerte del 50%-55% di ribasso effettuate dalle stesse. Poi scopriamo che utilizzano lavoratori con abuso di vaucer, a nero, con contratto dei trasporti o pulimento, molto piu’ convenienti di quello edile. Eppure – si legge ancora nella nota - ripristinare la legalità sarebbe semplice. Basta rispettare la legge perché per le opere pubbliche esiste la figura del responsabile dei lavori che dovrebbe accertarsi non solo della qualità del lavoro svolto, ma anche con quali lavoratori è eseguito, se sono dipendenti oppure con prestazione di manodopera che spesso nasconde e/o maschera il sub appalto. Vengono fatti questi controlli? Ritengo non a tutte le opere pubbliche. Per i lavori privati, in fase di richiesta della concessione edilizia, la legge prevede una serie di documentazioni riguardanti le regolarita’ di chi fara’ i lavori e dovranno essere verificate a conclusione dei lavori, le documentazioni accertanti, i contratti di lavoro applicati e la regolarita’ delle maetranze previo ritiro della concessione edilizia. Questo viene fatto? – si chiede ancora Librando – “Ed allora non ci lamentiamo se poi i furbetti fanno questi assurdi ribassi a danno della comunita’ e dei disoccupati, costretti a subire questi malcostumi se vogliono portare qualcosa a casa. L’ispettorato fa il suo dovere, ma dovrebbe controllare anche l’applicazione dei contratti se sono di pertinenza all’appalto stesso e non di natura diversa, verosimilmente piu’ economica. Anche l’INPS, con i propri ispettori, deve verificare la corretta applicazione dei contratti rispetto all’opera da eseguire, in quanto sono risorse in meno che lo stesso istituto percepisce. Mi auguro che l’imprenditoria sana, proprio perche’ penalizzata insieme ai lavoratori, abbia il coraggio di denunciare quelle aziende malsane e non subire passivamente. Noi come FENEAL/UIL – conclude la nota - continueremo a denunciare questo malcostume fin quando chi di dovere si decida ad intervenire per il bene dei disoccupati già alle prese con i problemi di sopravvivenza quotidiana”.
 
 
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