Assistenti di sostegno nelle scuole scrivono ai sindacati: "Noi lavoratrici fantasma"

mercoledì 14 ottobre 2015
Lettera delle lavoratrici assistenti nelle scuole: "Nessuno ci riconosce il diritto al lavoro".

Un gruppo di lavoratrici della “Cooperativa Progresso e Lavoro 93” e “San  Bernardo”, ex gestori del servizio di integrazione scolastica, hanno inviato una lettera alle organizzazioni sindacali, al sindaco Mimmo Consales, al Settore Servizi Sociali ed ai genitori, per lamentare il fatto che non ci sono fondi per essere utilizzate a sostegno di quei bambini che vivono in situazioni di difficoltà ed ai quali, tra l’altro, viene negato il diritto di essere seguiti come dovrebbero. 

“Abbiamo prestato servizio presso le cooperative in questione – si legge nella missiva - chi per un anno, chi per due e chi anche per più tempo. Siamo diplomate, alcune anche laureate e nel corso di questi anni abbiamo conseguito, oltre che all’esperienza e la professionalità, attestati vari e siamo state regolarmente retribuite dalle Cooperative con i fondi del Comune. Inoltre, molte di noi, grazie proprio al nostro rapporto di lavoro con le Cooperative, siamo state ammesse alla formazionee inserite previa domanda, nei corsi di riqualificazione OSS – Operatore Socio Sanitario regionali che sono in fase di ultimazione. L’Ambito territoriale, però – dicono - non ci conosce, siamo inesistenti e nessuno  ci riconosce il diritto al lavoro, anche come supplenti.  Se ci sarà bisogno e bisogno ce ne sarà, chiameranno noi per le sostituzioni? Che umiliazione e che assurdità – prosegue la lettera - sentirsi dire di essere inesistenti, perchè per noi non ci sono i fondi. Sempre la solita storia e sempre sulla pelle dei più deboli. I fondi non ci sono per noi ma, soprattutto, non ci sono per quei bambini/ragazzi che già vivono in situazioni di difficoltà e che lottano ogni giorno per vivere una vita quanto più ‘normale’ possibile con le loro famiglie. A tal proposito, quest’anno si sono registrati 29 casi in più rispetto a quelli dell’anno scolastico precedente, ma l’appalto ha previsto 400 mila euro in meno, quindi più casi da gestire con meno risorse, uguale meno personale. Il servizio non può essere affidato al personale della scuola (collaboratori scolastici ecc.) perchè la stessa scuola ha tutto il personale necessario per la garanzia della sicurezza dei ragazzi? La soluzione – dicono ancora - è richiedere fondi aggiuntivi per garantire un servizio di qualità agli utenti e per creare più posti di lavoro, visto anche che le/gli attuali assistenti in servizio devono provvedere contemporaneamente a due o più utenti creando non pochi disagi a quest’ultimi. Di chi sarà la responsabilità se ad un utente lasciato solo per assisterne un altro succederà qualcosa? Chi risponderà a quei genitori di eventuali danni al proprio figlio/a? Siamo lavoratrici madri, mogli o semplicemente ragazze – concludono - che stanno cercando di difendersi dai tagli effettuati dal Welfare in questi anni e, pertanto, riteniamo sia giusto portare a conoscenza di tutta la collettività di questo ennesimo sopruso e chiediamo, a chi ne ha competenza, diintervenire e provvedere perrisolvere questa spinosa e dolorosa situazione”.
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