Precariato nella sanità, la Cgil: «Procedure disattese e concorsi illegittimi, si attuino le disposizioni del decreto»

domenica 11 ottobre 2015
Uno dei temi per i quali la Cgil Funzione Pubblica della provincia di Brindisi più si è battuta in questi anni è stata la lotta al precariato.

«Riproponiamo ostinatamente il problema del precariato perché ha per noi una doppia valenza: svaluta il servizio pubblico e umilia il valore delle persone, incarcera i loro sogni, offende le loro speranze – scrive Antonio Macchia, segretario generale della Cgil Fp – Questo è quello che sta accadendo anche nel sistema sanitario, dove l’approvazione del decreto del presidenre del Consiglio dei ministri del 6 marzo 2015, che recepisce la legge di stabilità 2015 sulle procedure di stabilizzazione dei precari, è ancora disatteso, nel senso che in Italia e anche in Puglia si omettono quelle che sono le indicazioni procedurali, adottando ogni azienda sanitaria misure restrittive e penalizzanti per i lavoratori precari e ognuna ha utilizzato o sta per utilizzare bandi concorsuali differenti e in alcuni casi illegittimi». 

Secondo Macchia, quindi, la stabilizzazione del precariato nella pubblica amministrazione dovrebbe avvenire seguendo delle linee guida ben precise, quelle contenute nel decreto.

La realtà, però, sempre seguendo il discorso di Macchia, starebbe altrove: ogni ente, invece di seguire l'iter previsto dalla legge, andrebbe per la sua strada che, spesso, è penalizzante per i lavoratori che, così, non vedono riconosciuti i propri diritti.

«La scelta adottata da parte di queste amministrazioni di ricorrere a una serie di vere e proprie alchimie formali non fa altro che imbrigliare tale processo di stabilizzazione, mantenendo nel limbo del precariato tanti lavoratori, donne e uomini, che aspettano di poter costruire e progettare il loro futuro.»

La soluzione per bloccare questa deriva, quindi, consisterebbe semplicemente nel convertire quei contratti che rispondono ai requisiti richiesti dal decreto.

«Noi riteniamo, invece, che le aziende sanitarie possano attivare subito la conversione dei relativi contratti a tempo determinato in contratti a tempo indeterminato per i lavoratori in possesso dei requisiti previsti dal predetto decreto attuativo delle disposizioni in materia di stabilizzazione del personale del sistema sanitario nazionale».

Il ragionamento del sindacalista si conclude con un pensiero ai lavoratori che non hanno maturato le condizioni per passare dal precariato alla stabilizzazione.

«È necessario anche trovare, nell’immediato, soluzioni operativamente percorribili per dare risposte e stabilizzazione ai precari dell'Asl di Brindisi che non hanno maturato il suddetto requisito ma che da molti anni assicurano il funzionamento del sistema sanitario e garantiscono i livelli essenziali di assistenza. Per dirla in parole povere, occorre aprire una fase nuova, ripensando le politiche del personale per privilegiare la buona occupazione e sconfiggere il veleno sociale del precariato».
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