Rifiuti, la Cgil: «Salvaguardare i livelli occupazionali dei lavoratori della discarica e dell'impianto di Cdr»

giovedì 8 ottobre 2015
«La gestione complessiva del ciclo dei rifiuti nel nostro territorio continua a presentare gravi criticità, i cui effetti hanno una pluralità di conseguenze difficilmente gestibili: igieniche, ambientali e occupazionali».

Esordiscono così Antonio Macchia, segretario generale, e Vincenzo Cavallo, segretario provinciale della Cgil Funzione Pubblica che, in una nota, portano all'attenzione dell'opinione pubblica un aspetto collaterale ma non certo secondario del problema del ciclo dei rifiuti che attanaglia in queste settimane la provincia di Brindisi.

I sindacalisti sono preoccupati per le sorti lavorative degli operai in servizio presso l'impianto pubblico di Cdr  e quello di Autigno.

«In tal senso, la Cgil nei prossimi giorni avrà modo di esprimere il proprio punto di vista, partendo dall’analisi dell’attuale situazione e provando a elaborare una proposta fattiva che miri a escludere il verificarsi di una vera e propria emergenza ambientale».

La questione ambientale, ovviamente, è primaria ma anche il destino dei lavoratori impiegati nell'impianto non è secondario.

«Il tema che si vuole affrontare con la presente, infatti, sono le problematiche riguardanti la discarica di Autigno e l’impianto di Cdr, relativamente alla salvaguardia dei livelli occupazionali. È appena il caso, infatti, di ricordare che nel suddetto sito operano circa 40 lavoratori, molti di essi monoreddito, che rischiano di sconfinare in un profondo baratro senza via d’uscita, se non gli verrà assicurata la continuità lavorativa».

I timori della Cgil affondano le proprie radici dalla paura di vedere calpestati i diritti di questi lavoratori in nome di una soluzione del problema dei rifiuti che produrrebbe, in sostanza, la perdita del lavoro per i 40 operai.

«Vogliamo sottolineare che non è intenzione della Cgil affrontare argomenti di natura tecnico-giuridica ma vogliamo esclusivamente chiedere ai livelli istituzionali preposti di ricercare soluzioni operativamente percorribili per dare risposte immediate sul versante occupazionale, ovvero garantire la continuità lavorativa a tutto il personale dipendente interessato».

La richiesta alle istituzioni, quindi, accanto a quella di sanare la questione sociale e ambientale, è di salvaguardare le posizioni dei 40 impiegati nella discarica e nell'impianto di Cdr.

«Il tessuto sociale brindisino, già di per sé estremamente delicato, sempre corredato da eventi negativi sul fronte occupazionale, ha necessità di politiche virtuose e di ampio respiro capaci di determinare finalmente un’azione prospettica che sappia dare sviluppo e benessere ai cittadini, anche per evitare un grave ed inesorabile declino economico, politico e sociale. Occorre evitare il rischio che la provincia di Brindisi si avvii ad una sorta di “sottosviluppo permanente”, con un livello di smottamento del mercato del lavoro molto grave». 

Il sindacato, quindi, vuole aprire un canale di comunicazione con le istituzioni per salvaguardar i livelli occupazionali degli operai che, in questa situazione, vedono la loro posizione molto in bilico.

«La Funzione Pubblica Cgil intende mettere in pratica tutti gli opportuni provvedimenti a tutela dei lavoratori in questione, provando ad avviare una discussione proficua e risolutiva con le istituzioni sui delicati problemi evidenziati».
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