Cosimo Chirico, l'artista 94enne che disegna col ferro

martedì 6 ottobre 2015
Sono le 11.45 di una mattina di fine estate. Alla porta, dopo aver suonato al campanello, si presenta un signore in pantaloni e maglia della salute.

«È lei Cosimo Chirico?». Pronta la risposta: «Sissignore». Entrando nell'abitazione non possono passare inosservate le opere appese alle pareti: una nutrita galleria di personaggi noti o di fantasia fa bella mostra di sé in ogni angolo di muro nelle stanze della casa di questo giovanotto di 94 anni, ex marinaio, ex saldatore, innamorato dell'arte e della vita. «Scusate ma stavo pranzando».

Un lord dai modi gentili: copre il frugale pasto che si era preparato poco prima per fare da guida attraverso le sue composizioni che raccontano quasi un secolo di vita. «Ho cominciato a lavorare il ferro a Milano, quando ero operaio saldatore in una grossa fabbrica meneghina».

Il “lavoro” sul ferro, altro non è che la sua arte: riprodurre personaggi noti, al grande pubblico o alla sua persona, monumenti, immagini sacre e ogni cosa solletichi il suo interesse e la sua curiosità, usando l'elemento che meglio conosce, il ferro appunto. Quella di Cosimo, Mimino per gli amici, è stata una vita circondata dal ferro.

«Sono partito giovanissimo da Latiano per imbarcarmi come marinaio e girare il mondo a bordo delle navi militari – racconta con gli occhi vispi e brillanti - una volta tornato coi piedi sulla terraferma ho capito che per potermi ritagliare il mio spazio in un mondo che stava rapidamente cambiando sarei dovuto partire: le opzioni non mancavano ma grazie a qualche consiglio la scelta cadde su Milano. Il lavoro, al nord, non mancava, e proprio all'ombra del Duomo avvenne il mio primo incontro col ferro: diventai operaio addetto alla saldatura, mestiere che è stato il mio fino alla pensione».

La nostalgia per la terra e per gli affetti torna a bussare forte alla sua porta dopo 15 anni. I tempi sono maturi per un ritorno in Puglia, a Latiano. «Avevo acquisito l'esperienza necessaria da portare giù per poter trovare un impiego simile e, comunque, la situazione era cambiata: trovai lavoro prima in una ditta e poi in un'altra».

Parallelamente al lavoro, Chirico non ha mai messo da parte la sua passione per l'arte, mettendo a punto una tecnica di lavorazione del ferro unica e difficilmente replicabile: per dare vita ai soggetti che riproduce con sorprendente verosimiglianza ne ritaglia le foto dai giornali, dalle riviste o dai libri, le porta in tipografia dove le fa ingrandire a dismisura, facendone quasi perdere la forma, le stende sul piano da lavoro e qui inizia la magia. «Quando fisso l'immagine al tavolo ne seguo il contorno con gli occhi per capire dove devo applicare i punti di saldatura: una volta che il quadro nella mia testa è composto, prendo il ferro e comincio a lavorare». Lo studio di Chirico è l'orto di casa sua; i suoi strumenti sono pinze, tenaglie, cacciaviti e saldatrici.

La perizia nell'applicare i punti di saldatura lì dove devono essere è degna di un professionista o, addirittura, di una macchina: se la saldatrice rimane una frazione di secondo in più sul ferro, lo sfibra, danneggiando irreparabilmente l'opera. La collezione di opere e figure realizzate in oltre 60 anni da Chirico è sterminata. «Non ho mai pensato di esporre o di vendere – racconta – l'ho fatto per me e per i miei cari». Chirico è uno scapolo per ferma convinzione («Perché credi che io sia arrivato così bene a 94 anni?») ma ha un sacco di nipoti e pronipoti. Ha vissuto, fino a quand'era in vita, con l'anziana madre per la quale nutre ancora un amore sconfinato.

«Quando ha compiuto 100 anni le abbiamo fatto una grande festa: era felice e lo ero anch'io». Il racconto potrebbe continuare ancora: le storie vissute da questo giovane artista 94enne sono un bel po' come tante sono le opere appese ai muri delle mille stanzette di casa sua.

Il tempo, però, fugge e il pasto si fredda. «Devo andare: dopo pranzo ho un appuntamento con Cenerentola», dice ammiccando verso l'immagine della principessa delle fiabe stesa sul tavolo da lavoro tra una pinza e una tenaglia.
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