Precari della sanità, la Cgil: «L'Asl proroghi i contratti e poi li stabilizzi tutti»

domenica 27 settembre 2015
La questione del precariato nella pubblica amministrazione continua a tenere banco anche nell'Asl di Brindisi: la Cgil Funzione Pubblica torna a chiedere ai vertici aziendali di risolvere una volta per tutte il problema, stabilizzando il personale.

«Il blocco delle assunzioni nella pubblica amministrazione – scrive Antonio Macchia, segretario provinciale della Cgil Fp - e in particolar modo nella sanità pugliese a seguito dei vincoli di bilancio imposti dal piano di rientro, ha determinato un aumento elevato di lavoratori precari. In questi anni è mancato un coerente programma di stabilizzazione di tutto il personale precario, dovuto probabilmente all’incapacità istituzionale di esaminare opportunamente  gli interessi in gioco: di natura sociale nei confronti dei lavoratori che non possono avere un progetto di vita e per la gestione complessiva, in questo caso, del sistema sanitario che non può avere una programmazione di lungo respiro».

Secondo Macchia, quindi, la situazione così com'è è figlia di decisioni prese o rinviate negli anni passati che, col passare del tempo, hanno cristallizzato i precari, relegandoli a questo ruolo per sempre.

«Anche l'Asl di Brindisi deve fare i conti con il problema precariato e la Funzione Pubblica Cgil è intervenuta a più riprese affinché venisse affrontato e risolto tale problema, nella consapevolezza dei limiti legislativi disciplinanti la materia imposti dal governo Renzi».

A questo punto, Macchia passa a illustrare il quadro brindisino, invocando le istituzioni della sanità a prendere urgenti provvedimenti.

«Par tali ragioni, l'Asl di Brindisi, con una delibera del 23 settembre 2015, ha fissato la proroga al 31 dicembre 2018 dei contratti a tempo determinato del personale comparto sanità in servizio e in possesso dei requisiti previsti dalla legge. Tuttavia, il predetto provvedimento non comprende una parte di lavoratori precari, anche quelli che hanno superato i 36 mesi di servizio, ma che sono stati chiamati in servizio con contratto a tempo determinato per sostituzione e non per posto vacante. Così come rimane irrisolta la vicenda del personale stabilizzato con la legge regionale 4 del 2010 e poi “destabilizzato” in quanto espulso dal mercato del lavoro per beghe di carattere tecnico – amministrativo (nelle altre Asl tale questione è stata risolta riassumendo il personale coinvolto)».

Bisogna correre ai ripari, quindi, e per la Cgil l'unica soluzione possibile è rappresentata dalla stabilizzazione di tutti i precari della sanità, seppur dopo la proroga dei contratti, così da avere tempo per pianificare il percorso.

«La Funzione Pubblica Cgil, quindi, chiede all'Asl di Brindisi di trovare soluzioni operativamente percorribili anche per questi precari, che possono concretizzarsi con la proroga dei contratti di lavoro in essere, nell’attesa di definire la tanto sperata stabilizzazione di tutti i Lavoratori precari. La lotta al precariato è una battaglia di civiltà e la Cgil non è intenzionata ad arretrare di un millimetro per salvaguardare tutti i livelli occupazionali, del personale precario che in questi anni ha garantito la tenuta del sistema sanitario».
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