Pensioni anni 2012 e 2013: Confconsumatori al fianco dei pensionati

domenica 20 settembre 2015
Sale di giorno in giorno il numero di pensionati che contattano il coordinamento istituito tra la Confconsumatori – Federazione Provinciale di Brindisi e l’Associazione Nazionale “Dalla Parte del Consumatore” per chiedere chiarimenti sulla possibilità di ottenere il rimborso integrale delle somme non percepite a causa del blocco della rivalutazione automatica dei trattamenti pensionistici degli anni 2012 e 2013.

La somma da alcuni percepite nel mese di agosto, in virtù del decreto legge 65/2015, convertito dalla legge 109/2015, non soddisfa assolutamente le legittime pretese del popolo dei pensionati.

Infatti, dopo che la Corte Costituzionale ha, nei mesi scorsi, sancito l’illegittimità costituzionale della norma che prevedeva il blocco della rivalutazione automatica delle pensioni per gli anni 2012 e 2013, il decreto legge 65/2015 sembra essere stato emanato esclusivamente per paralizzare la legittima pretesa, derivante dalla pronunzia della Consulta, di milioni di pensionati, disciplinando fattispecie giuridiche passate.

In buona sostanza, il decreto legge ha effetti retroattivi e si pone, quindi, in contrasto con il principio della irretroattività della norma.

Inoltre, come è noto, il legislatore non è legittimato a sanare una legge dichiarata incostituzionale. In aggiunta, il decreto legge 65/2015 crea un'ingiusta disparità di trattamento sia tra pensionati Inps, in quanto coloro che percepiscono assegni pensionistici lordi superiori a 3.200 euro non hanno diritto ad alcun rimborso, sia tra pensionati Inps e pensionati di altri enti (come le casse previdenziali), ai quali il decreto non è applicabile.


«Purtroppo – afferma l’avvocaro Emilio Graziuso, responsabile del Coordinamento Confconsumatori “Dalla Parte del Consumatore” – ci troviamo di fronte all’ennesima misura che danneggia i diritti dei cittadini e, per di più, di quelli appartenenti ad una tra le fasce più deboli quale quella dei pensionati. L’attuale Governo, già in passato, aveva adottato misure lesive dei diritti dei pensionati e, comunque, discriminatorie nei confronti di questi ultimi.
Basti pensare al tanto pubblicizzato bonus di 80 euro mensili, del quale i pensionati non hanno potuto beneficiare. Eppure i pensionati costituiscono, allo stato attuale, l’unico vero ammortizzatore sociale. In moltissimi casi, infatti, sono proprio i genitori pensionati a mantenere i figli disoccupati, se non addirittura anche i nipoti, figli di genitori rimasti senza lavoro».

Dal coordinamento Confconsumatori “Dalla Parte del Consumatore” fanno sapere che, purtroppo, per cercare di ottenere giustizia i cittadini (sia quelli che hanno percepito il bonus di agosto che quelli che non hanno ricevuto nulla) dovranno necessariamente seguire un iter burocratico che, in caso di esito negativo, potrebbe sfociare anche in un contenzioso giudiziario.
Per maggiori informazioni www.confconsumatoribrindisi.it tel. 3470628721
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