Da Catania a Brindisi sul passaruota: Agata, la gattina nera, cerca una famiglia

venerdì 26 giugno 2015
Si è fatta 550 chilometri in auto, da Catania a Brindisi, e non comodamente adagiata sul sedile dell'auto che l'ha trasportata ma nel passaruota, dove aveva trovato temporaneo rifugio, forse, per schiacciare un pisolino in tranquillità. 

Questa è la storia di Agata, come è stata ribattezzata la gattina siciliana dai suoi salvatori, che da Catania è arrivata fino a Brindisi, viaggiando all’interno del passaruota di un'auto.

Temeraria e coraggiosa gattina di color nero, le è stato assegnato questo nome in onore della patrona di Catania, sua città Natale e del veterinario stabilitosi a Brindisi, Sebastiano Tiralosi, che l’ha visitata per verificare se avesse riportato danni a seguito del lungo viaggio.

Luigi Castrignano, proprietario dell’auto che ha portato, suo malgrado, Agata per quasi 600 chilometri, una volta giunto a destinazione si è rivolto ad Antonella Brunetti, presidente dell'Aidaa: «Ciao Antonella, mi hanno detto di rivolgermi a lei per un micetto che, per sua sventura, si é intrufolato nel motore della mia auto e me lo sono portato dalla Sicilia fino a Brindisi. Dopo che un meccanico mi ha smontato mezza automobile siamo riusciti a salvarlo. Se puoi fare qualcosa per lui o lei,  per favore contattami».

Agata è stata liberata dall’auto grazie anche alla disponibilità del maestro meccanico Antonio D'Attis, il quale ha messo a disposizione la sua officina.

«Come spesso accade - afferma Antonella Brunetti - in questo periodo dell’anno, sono centinaia le segnalazioni relative a gattini nascosti nel motore delle auto, nei pluviali, abbandonati nei cassonetti, tanto da non riuscire a fronteggiare più la notevole mole di richieste. Avevamo già dato comunicazione dell’impossibilità di accogliere altri animali in difficoltà sul territorio locale, salvo casi molto gravi e per i quali è previsto il ricovero ma, paradossalmente, ci ritroviamo a soccorrere una gattina giunta a Brindisi dalla Sicilia per essere salvata. Ci auguriamo che Agata trovi presto una bella famiglia e che la presa di coscienza da parte dei concittadini sia in aumento in modo proporzionale al numero di animali in difficoltà, in modo tale che ognuno abbia un minimo di responsabilità morale e civile di fronte ad una piccola vita che chiede aiuto».
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