Il Tar blocca la cattura delle lepri e gli agricoltori se la prendono con gli ambientalisti

sabato 7 febbraio 2015
Con un provvedimento emesso venerdì sera il Tar di Lecce ha sospeso la cattura delle lepri nel parco delle Saline di Punta della Contessa.

Il ricorso l Tribunale Amministrativo Regionale era stato presentato, qualche giorno addietro da alcuni volontari ambientalisti che, stamattina,  si sono recati nel parco per controllare che le disposizioni del giudice fossero rispettate. Cosimo Quaranta, rappresentante del Wwf e componente della commissione tecnica faunistica della Provincia di Brindisi, e Michele Rodofili, medico e volontario della Lega Protezione Animali, non potevano immaginare di ricevere l'accoglienza che li aspettava. I due ambientalisti, infatti, sono andati via dalla riserva naturale scortati da due pattuglie dei carabinieri per sfuggire all'aggressione a opera degli agricoltori e dei cacciatori, riuniti per catturare i roditori.

«Siamo rimasti chiusi nella nostra automobile – racconta Quaranta – per circa un'ora: fuori, gli agricoltori e qualche cacciatore inveivano contro di noi, minacciandoci e colpendo ripetutamente la carrozzeria della vettura, tutto di fronte ai rappresentanti della polizia provinciale e del corpo forestale». Ma qual è il motivo di tanta acredine nei loro confronti? Gli ambientalisti, qualche giorno addietro, avevano presentato un ricorso d'urgenza al Tar di Lecce per sospendere la cattura delle lepri con le reti: la risposta affermativa del tribunale è arrivata solo nella serata di venerdì.

Niente reti, dunque, e i volontari, subodorando che la sospensiva potesse essere ignorata, si sono recati, ieri mattina, presso il luogo deputato alla cattura, per controllare che nessuno torcesse un pelo alle bestiole. Le lepri, secondo chi è favorevole alla cattura, sono in soprannumero e danneggiano i campi coltivati. Gli ambientalisti non contraddicono questo ragionamento ma ribadiscono il primato, in questo tipo di azioni, di metodi alternativi ed ecologici.

«Motivo di tale violenta inciviltà - sostiene la Lepa - è stata la notifica del decreto emesso dal Tar. Il provvedimento che consente la cattura è contestato dalle associazioni ambientaliste anche perché avviene nel periodo riproduttivo della specie. Ci sono soluzioni a norma di legge, come l'attuazione di metodi ecologici quali la recinzione dei terreni agricoli, per la quale sono stati stanziati 465mila euro concessi, dalla Regione Puglia ed erogati dalla Provincia di Brindisi al Comune». 
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