Grotta dei Cervi, appello per il ritorno della “Dea Madre” nel Salento

domenica 1 febbraio 2015

Appello del capogruppo regionale Udc, Salvatore Negro per il ritorno del reperto dalla Toscana.

Uno dei più importanti reperti salentini non è ospitato nei musei del territorio. Si tratta della “Dea madre” della Grotta dei Cervi come sottolinea il capogruppo regionale Udc, Salvatore Negro.

“La ‘dea madre di Badisco’ deve ritornare in provincia di Lecce -spiega Negro- è inammissibile che un reperto archeologico di tale importanza sia finito in un museo fiorentino senza mai fare ritorno nella terra dove è stato ritrovato. La Regione si adoperi per avere un interlocuzione con il Ministero e capire i motivi per cui una testimonianza di tale rilevanza si trovi in Toscana e non in Puglia”.

Il presidente del Gruppo regionale Udc, Salvatore Negro, ha rivolto un appello all’assessore alla Cultura Silvia Godelli affinché si adoperi per mettere in atto ogni azione utile per fare tornare sul nostro territorio “la dea madre di Badisco”, il volto di una donna preistorica ritrovato nella Grotta dei Cervi durante gli scavi effettuati tra il 1970 e il 1980 che attualmente si trova nell’Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria di Firenze.

“Un territorio come il nostro - sottolinea il capogruppo Udc- che da decenni sta puntando sulla valorizzazione delle proprie bellezze artistiche, architettoniche e paesaggistiche, ormai meta di turisti provenienti da tutto il mondo, non può vedersi defraudato del suo patrimonio. Anche nel Salento ci sono musei e altri luoghi d’arte che possono ospitare la ‘dea madre’ e gli altri numerosi reperti emersi dagli scavi di Badisco e che giacciono negli scantinati della Soprintendenza di Taranto. Siamo certi che la Giunta regionale non farà cadere nel vuoto l’appello che si leva oggi dal mondo della cultura e che si adopererà con ogni mezzo per riportare sul territorio questi reperti archeologici e in particolare quella che è conosciuta anche come la ‘madre’ di tutti i salentini”.

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