Lavori al “Capozza”. Il Comune ritira la fideiussione ma il Tar dà ragione alla Virtus

venerdì 16 gennaio 2015

Importante pronunciamento del giudice amministrativo che ha accolto le tesi della società calcistica, annullando la delibera del Comune che ritira la garanzia per la ristrutturazione da circa due milioni di euro dello stadio comunale.

La Virtus Casarano porta a casa un importante risultato, ma questa volta fuori dall’ambito agonistico: il Tar di Lecce, infatti, con sentenza 220/15, ha accolto le tesi della società di Casarano e del suo legale, Saverio Sticchi Damiani, dichiarando il legittimata la delibera del Comune che ritira la fideiussione per la ristrutturazione dello stadio comunale Capozza.

Nello specifico, era stata stipulata una convenzione tra la società calcistica e l’amministrazione per la gestione del campo sportivo, con la Virtus che si era offerta per ristrutturare alcune parti della struttura, dalla tribuna laterale, ai settori della curva nord, tribuna centrale e dei servizi annessi alla stessa (magazzini e sala stampa), sostituzione della recinzione in ferro e predisposizione dei posti a sedere in tribuna; e inoltre, demolizione della curva sud e risistemazione con progetto speculare alla curva nord e risistemazione del manto erboso.

Gli interventi sono costati circa due milioni di euro, di cui due terzi finanziati mediante mutuo richiesto all’Istituto di credito sportivo e un terzo finanziato a fondo perduto con i proventi della società. Il Comune, trattandosi di una struttura propria, all’epoca concesse la fideiussione necessaria per ottenere il mutuo per la realizzazione dei lavori. Una volta ultimati gli interventi, l’amministrazione ha fatto dietrofront.

Da qui il ricorso che ha portato alla decisione del giudice amministrativo, che ha ritenuto illegittimo il comportamento dell’amministrazione di far venir meno la garanzia prestata in quanto, prima di adottare il provvedimento, avrebbe colpevolmente ignorato di bilanciare l’interesse pubblico derivante dall’annullamento consiliare della delibera – meramente finanziario – con quello conseguito attraverso la totale ristrutturazione dell’impianto sportivo comunale e avrebbe del tutto omesso di tener conto della posizione dei destinatari del provvedimento.

 

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