Antica statua romana ritrovata durante gli scavi a Rudiae, D'Andria: "Anfiteatro perfettamente conservato"

giovedì 15 gennaio 2015
I lavori di scavo nel Parco Rudiae puntano a rendere visibile e fruibile l'anfiteatro attraverso un polo archeologico che coinvolge soprattutto i ragazzi.

Raffigurerebbe un imperatore la statua di marmo a grandezza naturale ritrovata durante gli scavi nel parco archeologico di Rudiae. La statua di marmo greco, togata con il capo velato (anche se la testa non è stata ancora ritrovata), era sepolta tra antichi cocci e detriti all’ingresso dell’anfiteatro ed è la prima importante scoperta nel sito dell’antica città romana, ad appena un mese dall’avvio degli scavi.
A comunicarlo con entusiasmo è stato il professore Francesco D’Andria, docente dell’Università del Salento e coordinatore dell’assistenza scientifica agli scavi archeologici, durante una conferenza stampa convocata a Palazzo Carafa: “L’ingresso principale dell'anfiteatro, largo 3 metri e mezzo è chiuso da materiali accumulati a partire dal quarto secolo, quando i giochi furono interrotti per volere dell’imperatore. Nell’area ci sono i resti di ceramiche provenienti dall'africa, monete in bronzo e non è escluso che potrebbero nascondersi altre opere d’arte”.
Gli scavi nel parco di Rudiae sono ricominciati nel novembre scorso e sono finanziati dal POIn FESR 2007-2013 con un progetto fortemente voluto dall’Amministrazione Comunale di Lecce – Settore Lavori Pubblici, in collaborazione con la Soprintendenza per i Beni Archeologici della Puglia e l’Università del Salento.
Le attività di ricerca sono riprese lì dove si erano interrotti i lavori già finanziati dal Comune di Lecce attraverso il Progetto PRUSST, che avevano consentito di mettere in luce quasi interamente l’anello perimetrale dell’anfiteatro, i corridoi radiali che dividevano la cavea in cunei ed uno degli ingressi principali: la faux meridionale. Erano stati inoltre identificati il balteo, che delimitava l’arena dove avevano luogo i giochi gladiatori, e i due aditus sormontati da arcate monolitiche, che permettevano di raggiungere il settore superiore e inferiore della cavea attraverso delle rampe di scale.  
L’indagine stratigrafica ha portato alla rimozione dei blocchi in calcare di grandi dimensioni derivanti dal crollo della copertura dell’ingresso monumentale all’anfiteatro ed è proseguita con lo scavo dei livelli di scarico di età tardo romana che hanno chiuso l’edificio.

“Ci sono muri di 2200 anni fa alti quattro metri e conservati perfettamente” - ha spiegato D’Andria - “sono quasi intatti perché l’anfiteatro, unico nel mondo romano per tecnica e posizione, si trova in una depressione di quattro metri e la terra lo ha conservato”. Una volta ultimati i lavori di scavo, l’anfiteatro sarà interamente visibile e potrà essere studiato e visitato, soprattutto dai ragazzi ai quali sarà dedicato il polo didattico dell’archeologia che si inaugurerà a breve.

“Molti dei nostri concittadini non sanno dov'è il parco di Rudiae” - ha dichiarato l’assessore al Turismo Luigi Coclite - “e questo vuol dire che molto bisogna ancora fare. È necessario che l'amministrazione lavori in questo senso, ma bisogna che gli stessi cittadini di Lecce siano mossi dalla curiosità di conoscere meglio la nostra storia. Vogliamo investire molto su queste bellezze perché un terzo anfiteatro Lecce è testimone di aspetti  storici molto importanti”.

“Parco Rudiae rappresenta punto nodale per un nuovo sviluppo sul territorio” ha aggiunto l’assessore ai Lavori Pubblici Gaetano Messuti -  “ringrazio la direzione scientifica e la ditta che lavorano sul campo. Parco Rudiae potrà rappresentare la migliore offerta turistica sul territorio e intendiamo continuare su questa strada intercettando tutti i fondi possibili per rilanciare questo tipo di attività”.

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