Leonardo dipinse Otranto invasa dai Turchi? Il mistero dell'Annunciazione degli Uffizi

venerdì 9 gennaio 2015
La città dei Martiri sarebbe raffigurata sullo sfondo dell'Annunciazione degli Uffizi e sarebbe un' esortazione a liberare la città dai Turchi indirizzata a Federico di Montefeltro. 

Una veduta di Otranto in un dipinto di Leonardo: è la suggestiva tesi di due critici dell’arte, Riccardo Fubini e Massimo Giontella  che hanno analizzato la famosa Annunciazione degli Uffizi proponendo nuove letture storiche, artistiche e geografiche.  Secondo i due studiosi, che hanno esposto le loro idee presso l’Accademia Toscana di Scienze e Lettere La Colombaria, il dipinto è in gran parte frutto della mano di Antonio del Pollaiolo: Leonardo avrebbe lavorato all’opera solo in qualità di allievo.
A questa conclusione si arriva partendo proprio dall’analisi del paesaggio sullo sfondo: si tratterebbe, infatti, di Otranto  e a dimostrarlo, secondo Giontella, sono "le somiglianze geografiche e una lettera di Federico di Montefeltro che asserisce di avere di fronte a sé la pianta della città fatta fare da Sisto IV in funzione di un attacco liberatore dalla aggressione turca. Il coinvolgimento di Federico con il dipinto esclude che il «main author» sia Leonardo  dal momento che non vi furono mai rapporti tra il Duca e l’artista”.
Il dipinto sarebbe datato 1481, un anno dopo l’invasione turca di Otranto: “Il dipinto era una esortazione affinché Federico prendesse il comando delle operazioni militari contro i Turchi” spiegano i due studiosi “ il verosimile committente fu Giuliano Gondi, plenipotenziario a Firenze del Duca di Urbino, su incitamento dei reali napoletani cui il Gondi era intimamente legato. Il monte sullo sfondo, che aveva caratteristiche antropomorfe prima del restauro del 2000, rappresentava la Sibilla predicente la vittoria di Federico: tutto ciò non si realizzò perché Sisto IV temendo che l’urbinate sposasse definitivamente la causa napoletana, bloccò il Duca quando questi era già partito per Otranto e si trovava a Recanati”.

Il paesaggio in questione è molto sfumato: giusto qualche pennellata suggerisce che si tratta di un porto con delle barche disseminate davanti all’insenatura. Si distinguono nitidamente due coppie di “fari” o “colonne” che segnano l’ingresso al porto di cui oggi non c'è traccia. Alle spalle dell’insediamento urbano un alto monte scosceso per nulla tipico del Salento: potrebbe trattarsi di una rappresentazione immaginifica del famoso Colle della Minerva dove furono trucidati gli ottocento martiri di Otranto. 
mgm
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