Abbazia di Cerrate, al via i lavori per il restauro. Il Fai punta a trovare altre risorse private

martedì 29 luglio 2014

Il cantiere durerà un anno. Presenti i vertici del Fondo Ambiente Italiano e della Provincia di Lecce.

A meno di due anni dall’affido in concessione dalla Provincia di Lecce al Fondo Ambiente Italiano dell’Abbazia di Santa Maria di Cerrate, si sono aperti i cantieri dei lavori di restauro e valorizzazione del complesso monumentale.

La cerimonia si è svolta sul posto questa mattina, alla presenza del presidente della Provincia di Lecce Antonio Gabellone e del vicepresidente esecutivo del FAI Marco Magnifico.

Nel 2012, scegliendo di percorrere la strada inedita della collaborazione tra pubblico e privato, la Provincia di Lecce ha affidato, tramite bando di gara, la gestione trentennale dell’Abbazia di Cerrate proprio al FAI, con l’obiettivo di valorizzarne le valenze storiche e artistiche e promuoverne la conoscenza a livello nazionale e internazionale, contribuire all’arricchimento dell’offerta culturale-turistica del territorio salentino e allo sviluppo culturale e economico locale.

A seguito di un bando pubblico, la Provincia di Lecce ha affidato i lavori all’impresa SO.GE.AP di Giovinazzo e lo scorso 30 giugno, insieme al FAI, ha ufficialmente consegnato le chiavi dell’Abbazia all’impresa.

I lavori di questo intervento sono stati finanziati con 2 milioni e mezzo di euro che l’Ente di Palazzo dei Celestini è riuscito ad intercettare grazie all’inserimento dell’opera nel Programma Operativo Interregionale “Attrattori culturali, naturali e turismo” (POIn). Ora il FAI, dopo aver già coperto le spese di progettazione per il restauro e la valorizzazione di tutto il complesso, sosterrà, grazie anche al fondamentale appoggio di sponsor privati, le spese dell’ufficio di Direzione lavori, nonché quelle per la progettazione e la realizzazione degli allestimenti e dell’illuminazione.

Il cantiere avrà la durata di un anno esatto e i lavori termineranno il 30 giugno 2015. Una prima inaugurazione è fissata per l’autunno 2015, una volta allestite la Casa monastica e la Casa del massaro.

“Cerrate -ha spiegato il presidente Antonio Gabellone- non ha solo un valore inestimabile di per sé. Con la sua storia millenaria questo luogo rappresenta una parte fondamentale delle radici e dell’identità storica del Salento. Ecco perché ci siamo impegnati a lungo e con costanza per arrivare a farlo diventare un sito culturale vivo. Vogliamo farne un punto di passaggio obbligato per chi viene a visitare e conoscere la nostra terra”,

Sulla stessa lunghezza d’onda la vice presidente con delega alla Cultura Simona Manca: “Il restauro di Cerrate si aggiunge all’altro prestigioso intervento appena avviato dalla Provincia di Lecce e che sarà portato a termine entro un anno: il restauro definitivo dell’ex Convitto Palmieri a Lecce, con ben 8 milioni di euro. L’investimento che la Provincia di Lecce sta facendo sul suo patrimonio culturale rappresenta anche un modo per uscire dalla logica del turismo ‘mordi e fuggi’ ed entrare in quella logica del turismo esperenziale, formativo, che lascia al fruitore una consapevolezza maggiore e una conoscenza delle identità locali.

“Una volta di più il FAI sottolinea come questa nostra prima avventura pugliese sia caratterizzata da un rapporto concreto, fattivo e amichevole con gli enti locali e in particolare con la Provincia di Lecce”, dichiara il vicepresidente esecutivo del FAI Marco Magnifico, “che ha avuto fiducia nell’affidare al FAI l’Abbazia di Cerrate, con la Regione Puglia che tanto ha fatto per favorire il primo finanziamento che oggi comincia a essere utilizzato e con le Soprintendenze territoriali del MIBACT con le quali il progetto è stato appassionatamente discusso e messo a punto. In quarant’anni nessun’altra iniziativa di restauro e valorizzazione si era avvalsa di una tale armonica concretezza ed efficienza. Il FAI nel frattempo continua la ricerca di fondi per terminare il restauro del complesso abbaziale ed è in particolar modo grato a Prada e alla Banca Popolare Pugliese per aver contribuito al restauro del pozzo barocco e ai Friends of FAI che operano negli Stati Uniti per il loro generoso sostegno dato nel 2013.”

 

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