Talentuosa e disoccupata: il destino della violinista salentina che ha commosso Muti

venerdì 18 luglio 2014

La storia di Roberta Mazzotta, 31enne leccese, che a causa de raggiunto limite di età dovrà lasciare l’orchestra diretta dal grande maestro: nel futuro, il rischio di dover riporre la passione per il violino e la musica, come raccontato dallo stesso Muti.

Una vita per la musica, la passione per il violino e il talento che l’ha portata ad essere parte, dopo la selezione delle commissioni internazionali, dell’orchestra della Cherubini, diretta dal maestro Riccardo Muti: è la storia di Roberta Mazzotta, musicista leccese, nata il 18 luglio di 31 anni fa, che, nonostante il suo curriculum, come molti della sua età, rischia di ritrovarsi disoccupata in un Paese, che fa sempre più fatica a considera preziose l’arte e la cultura.

Qualche giorno fa lo stesso Muti parlava di quella orchestra e dei suoi ragazzi come “La faccia pulita dell'Italia, il punto da cui partire per ricostruire tutto”, lamentando lo scarso interesse del mondo politico per il mondo della cultura e sottolineando come molti di quei ragazzi rischiano concretamente di ritrovarsi già quest’estate a doversi arrangiare facendo il bagnino o il cameriere, mentre in Italia da Oltreoceano arriva un'orchestra giovanile straniera.

E tra quei ragazzi, c’è proprio la salentina che, durante le prove al teatro “Caio Melisso” del concerto per un amico, dedicato a Candido Speroni (scomparso quest'anno), con le sue parole ha saputo commuovere lo stesso Muti. Al maestro, la ragazza aveva confidato che forse quello, sulle note del Concerto per pianoforte e orchestra in do minore n. 3 di Ludwig van Beethoven, solista David Fray (giovane genero di Muti), e la Sinfonia in do minore n. 4, detta Tragica, di Franz Schubert, sarebbe stato il suo addio alla musica, l'ultimo concerto della sua vita.

Il suo compleanno coincide con l’età limite entro cui poter rimanere nell’orchestra Cherubini. E oltre a lasciare l’orchestra, potrebbe definitivamente essere costretta dalla crisi a riporre il suo violino nella custodia. Una storia semplice che emoziona e racconta di generazioni, troppo spesso a costretto a riporre sogni ed ambizioni nel cassetto, in un Paese sempre più avaro di possibilità. 

TAG: musica, arte
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